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Fantastici Quattro: La storia della nostra vita – La recensione

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Dopo il grandissimo – e in parte inaspettato – successo della prima miniserie dedicata a Spider-Man la casa delle idee ha deciso di esplorare nuovamente il mondo delle Life Story, questa volta realizzando una miniserie con protagonista la Fist Family Marvel: I fantastici 4. 

Ecco così arrivare anche da noi per Panini Comics il risultato del lavoro di Mark Russell e Sean Izaakse ovvero Fantastici Quattro: La storia della nostra vita, che come l’opera precedente ci racconta di una terra alternativa in cui il tempo scorre in tempo reale anche per i nostri eroi preferiti, portandoli quindi ad invecchiare e rivisitando in questo modo gli eventi della loro carriera a partire dagli anni’60 ad ora.

Russell sceglie una via diversa rispetto a Zdarky e forse per questo la scelta di dividere nettamente questi due progetti, ambientandoli di fatto in mondi differenti non è casuale, ma ben ponderata.

In questa nuova realtà vediamo il quartetto più famoso della nona arte ottenere i loro poteri nel pieno della corsa allo spazio, per poi trovarci all’interno delle tensioni sempre più crescenti tra USA e URSS e vedere come la situazione si evolva in una situazione in cui si muovono personaggi straordinari come quelli della Marvel, mostrandoci come cambiano ed evolvono le vite dei 4 membri principali, allontanandosi (ma solo in parte) da tutto quello che abbiamo letto in anni di storie e mantenendo costante un villain oscuro, che incombe su ogni singola pagina di questo fumetto – Galactus.

In questa storia il divoratore di mondi è usato in maniera estremamente interessante, ritratto come qualcosa di superiore, un male cosmico senza tempo come quelli scritti nei testi di Lovecraft, non abbiamo praticamente in nessun momento l’impressione che la storia di questa terra abbia abbracciato il lato cosmico della casa delle idee (escludendo l’apparizione successiva di un certo personaggio)  e la sensazione è che l’assenza di alcuni eventi chiave si faccia sentire e costituisca il motivo principale della diversa percezione che abbiamo di Galactus 

Una lettura dove traspare una certa venatura deprimente, che rende un po’ meno leggera – ma non meno gradevole sia chiaro – la lettura di La storia della nostra vita. L’approccio diverso scelto dall’autore e la pregressa conoscenza di come funziona il trigger narrativo dell’invecchiamento dei nostri beniamini in qualche modo ha tolto a questo volume (almeno per noi) un po’ di effetto “lettera d’amore” e questo non è del tutto un male.
Ci troviamo a leggere di personaggi estremamente umani, che prendono decisioni avventate, si lasciano guidare dal rancore  e dalle emozioni, tornano sui loro passi e poi si perdono di nuovo, soffrono e muoiono, questo è quello che un lettore deve cercare all’interno di una storia di questo tipo secondo Russell e questo è esattamente quello che lui ci offre.

A livello grafico il lavoro di Sean Izaakse funziona e si incastra perfettamente con la narrazione .

La storia della nostra vita è sicuramente una lettura consigliata, per tutti gli amanti della first family Marvel e non solo.

 

Marcello Portolan
Uno strano mix genetico sperimentale allevato a fumetti & fantascienza classica, plasmato dal mondo dell'informatica e della tecnologia, ma con la passione per la scrittura. Un ghiottone che adora esplorare il mondo in cerca di Serie TV e pellicole da guardare noncurante dei pericoli del Trash e dello splatter. un vero e proprio globetrotter del mondo NERD

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