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4 nuvolette con: Alessandro Ambrosoni e Alex Crippa – il team creativo di Qui sta il BUSILLIS

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Qualche giorno fa sulle nostre pagine vi abbiamo presentato Qui sta il BUSILLIS un progetto a cura di PimOff che vede ai disegni Alessandro Ambrosoni e la sceneggiatura Alex Crippa
Abbiamo avuto anche l’opportunità di scambiare due parole con il team creativo di questo lavoro, per scoprire come sia nato questo fumetto, dando vita a questa bella intervista doppia:

Da dove nasce la tua passione per il fumetto?

ALEX: Proprio dalle strisce umoristiche. Da ragazzino impazzivo per Nilus, dei fratelli Origone, che leggevo sui diari dedicati, e Pinky, di quel geniaccio di Mattioli, che leggevo su Il Giornalino. Poi vennero Lupo Alberto e Cattivik, e infine la folgorazione, Dylan Dog, che nei primi anni ’90 era sia un fenomeno di massa che il fumetto più sperimentale in circolazione. Una congiunzione più unica che rara.

ALESSANDRO: La passione per il fumetto nasce dalla bellezza di poter raccontare e raccontarsi attraverso immagini in particolare per quanto riguarda il mio ruolo di disegnatore. Mi piace l’idea di riuscire a mettere su carta qualcosa che narra anche di me come persona. Tramite il segno della matita difatti passano anche emozioni e stati d’animo legati al momento.

 

Quali sono le tue fonti di ispirazione? 

ALEX: Come è intuibile dalla risposta precedente, Tiziano Sclavi, il creatore di Dylan Dog, mi ha indicato la via, nel senso che è solo grazie alle sue prime sceneggiature che mi sono messo in testa di fare il suo stesso lavoro. Non avevo mai letto prima storie come le sue. Poi venne Frank Miller, di cui mi colpì particolarmente la saga di Sin City, quel mix di violenza e romanticismo estremo che anticipò Tarantino ed epigoni vari al cinema. Quindi Alan Moore, che tutti gli sceneggiatori del mondo citano come il più grande di tutti, ed è vero. Tutte le sue opere sono state fondamentali per me, dalle meno conosciute alle più blasonate. È l’unico sceneggiatore per fumetti che riesce ad essere prolisso e ridondante senza annoiare mai. A differenza di Miller, che invece ha fatto della sintesi narrativa e grafica la sua cifra stilistica. Ho altre fonti di ispirazione, anche cinematografiche, ma quei tre signori mi hanno segnato e condizionano ancora adesso la mia scrittura.

ALESSANDRO: Le mie fonti d’ispirazione vengono spesso da film o serie TV da cui prendo spunto per caratterizzare i miei personaggi sia dal punto di vista estetico sia da quello caratteriale. In questa ricerca mi affido molto anche a fotografie o immagini di riferimento, le quali possono venire anche da altri disegnatori che seguo come affinità di stile o a cui mi rivolgo per cercare di “rubarne” i segreti.

 

Questo è un progetto legato al mondo del teatro, era un mondo che già conoscevi oppure ti sei dovuto preparare per raccontarlo? 

ALEX: Ho sempre stimato il teatro come mezzo espressivo e forma di racconto, ma, ahimè, l’ho frequentato poco. La cosa che mi ha sempre affascinato del teatro è la scenografia, precisamente come si riesca con pochi mezzi e un’inevitabile unità di spazio, tempo e azione a illudere la platea di trovarsi in luoghi diversi. Complice anche la recitazione, ovviamente, ma da sceneggiatore per fumetti abituato a variare ambientazioni più volte nella stessa storia e con grande nonchalance (tanto è il disegnatore che deve realizzarle), questo aspetto l’ho sempre ammirato. Non conoscevo invece i dietro le quinte della gestione di uno spettacolo teatrale e di una struttura per il teatro, che è proprio il tema delle nostre strisce. La nostra documentazione, mia e di Alessandro Ambrosoni, è stata semplice e divertente: abbiamo conosciuto lo staff del PimOff, prima via video-chat e poi incontrandoci anche nella struttura, e ogni dubbio ci è stato fugato. E, devo ammetterlo, per le gag e le battute non ho dovuto fare altro che guardare e ascoltare!

ALESSANDRO: Il teatro è un mondo che in parte conoscevo già sia per esperienza personali sia per esperienze lavorative.
Personalmente ho fatto parte di una compagnia teatrale amatoriale di Milano di nome “La Mangrovia”. Quello è stato il primo approccio al teatro ed è venuto come piacevole svago dalla quotidianità. In questo periodo ho avuto modo di conoscere da dentro l’ambiente teatrale fatto di amici coi quali ho condiviso non solo la preparazione ai vari musical, ma anche un legame affettivo ed una crescita personale importante.

Dall’altra parte a livello lavorativo ho avuto la possibilità di disegnare e pubblicare “un Fumetto da tre soldi” edito da BeccoGiallo, in cui si narra di due grandi personaggi del mondo teatrale, ovvero Giorgio Strehler e Berolt Brecht. Questa esperienza mi ha fatto apprezzare in modo avvincente cos’è e cosa è stato il teatro nel ‘900 e mi ritengo fortunato e onorato di aver avuto l’opportunità di “conoscere” e disegnare di questi monumenti della storia teatrale. Con ciò credo che il teatro offra tante sfaccettature diverse e non credo di potermi definire esperto di questo mondo. Questa esperienza per esempio mi sta insegnando cosa significa stare dietro le quinte con i suoi mille “Busillis”. Il tutto condito da un pochino di ironia!

 

Quali sono i tuoi progetti per il prossimo futuro?

ALEX: In questo periodo sto lavorando su più progetti contemporaneamente, alcuni dei quali sono fumetti che usciranno questo autunno su cui non posso ancora dire nulla. Sono tutti meravigliosamente diversi, quindi non mi annoio: sto sceneggiando episodi della seconda stagione della serie animata per bambini “Meteoheroes”; sto ritoccando il terzo, imminente, volume della trilogia fumettistica “The Last Game” che omaggia il mondo videoludico; ho iniziato a sceneggiare un graphic novel su un rapper italiano e uno su uno youtuber italiano. Tra pochi mesi, inoltre, uscirà il mio manuale di sceneggiatura per fumetto, che sto completando giusto in questi giorni, frutto della mia esperienza didattica ormai più che decennale.

ALESSANDRO: Ad ora i progetti per il prossimo futuro riguardano la possibilità di poter continuare a collaborare con editori e privati con i quali sono in contatto. Ora che nel mio panorama lavorativo è entrato anche questa bella realtà lavorativa del PimOff e di “Busillis”, la speranza è che questo progetto abbia uno sviluppo anche nel futuro! Non si sa mai!

Ringraziamo Alex e Alessandro del tempo che ci hanno voluto dedicare e gli auguriamo un grosso buona fortuna.  Vi invitiamo a visitare ogni lunedì pomeriggio a partire dal 22 febbraio le pagine social del PimOff su Facebook, Instagram e Twitter.

 

Marcello Portolan
Uno strano mix genetico sperimentale allevato a fumetti & fantascienza classica, plasmato dal mondo dell'informatica e della tecnologia, ma con la passione per la scrittura. Un ghiottone che adora esplorare il mondo in cerca di Serie TV e pellicole da guardare noncurante dei pericoli del Trash e dello splatter. un vero e proprio globetrotter del mondo NERD

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