Oggi qui sull’Isola di ComixIsland.it sfrecciamo a grande velocità per parlarvi di una novità Renoir, che i più attenti di voi, gli isolani DOC che bazzicano la nostra pagina IG, sicuramente avranno visto far capolino con interesse fin dal suo annuncio negli States : Petrol Head, Rob Williams (sceneggiatore) e Pye Parr (disegnatore e colorista), negli USA edita da Image Comics
In una metropoli del futuro sconvolta dalla crisi climatica, un vecchio, scorbutico, obsoleto pilota da corsa robotico, puzzolente di fumo e con un sigaro incollato tra le labbra, è l’unica speranza di una ragazzina dodicenne. Riusciranno a sfuggire ai robot poliziotti che danno loro la caccia, grazie a un’invenzione che potrebbe salvare l’umanità?
L’ambientazione da cui nasce il lavoro di Williams potrebbe sembrare familiare a tutti gli appassionati del genere Sci-FI : un futuro in cui l’umanità vive sotto cupole, dipendente da macchine e intrattenimenti di massa, dove le gare tra robot sono il nuovo “panem et circenses”. Eppure, Petrol Head non si limita a raccontare la nostra caduta: ci ricorda perché vale ancora la pena credere nel genere umano.
La chiave della svolta narrativa è posta nel fatto che questi robot sono resi volontariamente “umani” e in questo modo Petrol Head si è trasformato in un concentrato di adrenalina, ironia e cuore, capace di fondere racing futuristico e riflessione umanista in un unico, esplosivo motore narrativo.
Lo stile di Pye Parrr rappresenta alla perfezione l’anima di questo primo volume, le tavole sono piene di energia, di movimento .
Disegni che esplodono di dinamismo quando la storia ci porta in pista, ma in grado di dare il meglio quando si osservano meglio i design dei personaggi robotici, mentre alcuni degli altri robo-piloti sfoggiano linee aerodinamiche e dotate di eleganza, il protagonista è un colosso grezzo e arrugginito a cui l’autore dona completezza e rotondità donandogli carisma e l’aura da burbero, completandone le caratteristiche in maniera perfetta.
Petrol Head aveva in se i semi per essere un “Death Races” che incontra “i figli degli uomini”, ma si è rivelato molto più interessante , sono curioso per il secondo volume .




















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