Oggi sull’isola di ComixIsland.it parliamo di The Sacred Damned, one-shot pubblicato da Image Comics come parte del progetto The Horizont Experiment, una delle etichette più curiose della casa statunitense.
Un piccolo esperimento editoriale che punta a raccontare mondi “possibili”, versioni alternative della realtà in cui elementi quotidiani si intrecciano con prospettive e sensibilità nuove — spesso legate a minoranze culturali o religiose poco rappresentate nel fumetto mainstream.
Un progetto con un’anima diversa
L’idea alla base di The Horizont Experiment è tanto semplice quanto affascinante: costruire storie che sembrano reali, ma viste attraverso una lente diversa.
Non universi supereroistici o fantasy, ma specchi deformanti del nostro mondo, in cui cambia il punto di vista e, con esso, anche il senso stesso del racconto.
The Sacred Damned si inserisce perfettamente in questa filosofia.
Alla sceneggiatura troviamo Samir Pirzada, già noto per il suo lavoro su Ms. Marvel, mentre ai disegni c’è Michael Walsh un autore che con l’horror ci sa davvero fare.
Insieme, i due costruiscono una storia che unisce credenza religiosa, folklore e paura.
Un Costantine di fede musulmana
L’editor della serie ha descritto The Sacred Damned come “una versione musulmana di Constantine”, e l’etichetta calza a pennello.
La storia mescola elementi dell’occulto con figure e demoni tratti dal folklore islamico, in un intreccio che porta il soprannaturale dentro l’ordinario.
Nonostante le radici culturali ben definite, la vicenda si svolge negli Stati Uniti, nel cuore della cultura americana più classica.
Il protagonista, Kyle Grassman, è lo stereotipo dello sportivo perfetto: popolare, di successo, apparentemente felice.
Ma dietro quella facciata si nasconde un abisso pronto a spalancarsi — e l’incubo non tarderà a manifestarsi.
La storia è breve e diretta, una lettura “easy” ma ben costruita, che riesce a bilanciare il soprannaturale con l’intimità del dramma personale.
Pirzada mostra un affetto evidente per le creature e le mitologie che mette in scena, e questa passione rende il tutto più autentico.
Le tavole di Walsh sono il vero motore visivo dell’albo: il suo tratto, sporco e intenso al punto giusto, trasmette inquietudine e tensione con grande naturalezza.
Ogni pagina riesce a essere inquietante, ma mai artificiosa.
The Sacred Damned è una breve ma solida storia horror, ben scritta e splendidamente illustrata.
Peccato solo che sia un one-shot, perché la protagonista e l’universo narrativo introdotto meritavano sicuramente più spazio.
Resta comunque una lettura consigliata, capace di offrire una prospettiva fresca sul genere horror e sul modo di raccontare il soprannaturale attraverso altre culture.
Un piccolo esperimento riuscito — e un segnale interessante del potenziale di The Horizont Experiment come fucina di idee nuove.




















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