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I Sepolti Vivi: La recensione

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Nel 1952, più di trecento operai restarono chiusi per oltre un mese nelle viscere della miniera di zolfo più grande d’Europa, a Cabernardi e Percozzone, in provincia di Ancona. Non fu un incidente, ma una scelta: i minatori si asserragliarono sottoterra in segno di protesta contro le lettere di licenziamento inviate a ottocentosessanta di loro.

Una vicenda umana e politica: I sepolti vivi, da un’idea dello storico Ciro Saltarelli, che ripropone il reportage con cui Gianni Rodari, all’epoca giornalista militante, raccontava ai lettori di “Vie nuove” quest’esperienza di lotta sindacale con la stessa sensibilità e intelligenza che lo avrebbero poi contraddistinto come scrittore per l’infanzia. La storia – che arriva nel centenario della nascita di Gianni Rodari, nato il 23 ottobre 1920 – è
accompagnata dal materico disegno della pluripremiata Silvia Rocchi

Ernesto e Maria sono separati da centinaia di metri cubi di terra. Ernesto
risale e ridiscende la roccia, per ore, e Maria cammina per dodici chilometri,
semplicemente nella speranza di riuscire a vedersi. La storia della coppia
diventa rappresentativa di un evento più grande, che ha coinvolto tutta una
comunità e un territorio divisi brutalmente in un sopra e in un sotto, e di un intero momento storico.

Questa è la trama in breve della graphic novel I sepoliti vivi realizzata dalla fumettista Silvia Rocchi basandosi su un articolo realizzato da Gianni Rodari e distribuito da Einaudi Ragazzi.

96 pagine per raccontare una storia realmente accaduta, che usa le bellissime illustrazioni della Rocchi per far arrivare in maniera chiara e semplice le parole scritte dall’autore del libro Grammatica della fantasia riportandoci all’interno di quella miniera e di quella protesta, facendoci sentire la durezza della risalita verso la luce e della camminata di Maria, al solo scopo di potersi vedere.

Un volume adatto per essere letto dai più giovani, magari nelle scuole, per integrare e far capire loro l’importanza di quelle lotte e delle persone che con coraggio le portavano avanti, uomini e donne i cui nomi non sono scritti sui nostri libri di storia, ma che sono parte di essa.

 

Marcello Portolan
Uno strano mix genetico sperimentale allevato a fumetti & fantascienza classica, plasmato dal mondo dell'informatica e della tecnologia, ma con la passione per la scrittura. Un ghiottone che adora esplorare il mondo in cerca di Serie TV e pellicole da guardare noncurante dei pericoli del Trash e dello splatter. un vero e proprio globetrotter del mondo NERD

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