Nell’ultimo periodo, nel mondo del fumetto Made in Italy, si è fatto un gran parlare di un nuovo progetto: Samuel Stern.
Un idea che nasce dalla casa editrice Bugs Comics e che punta dritto a un luogo classico del “fumetto all’italiana” , ma sempre più marginale per la distribuzione, l’edicola. I ragazzi sono stati bravissimi a costruire un hype altissimo attorno al loro prodotto, centellinando gli assaggi e lasciando sempre la voglia di capire qualcosa di più, fino a che finalmente non ha fatto la sua comparsa ufficiale. L’attesa sarà stata ripagata?
Dietro al progetto troviamo Massimiliano Filadoro e Gianmarco Fumasoli, aiutati dall’ottima prestazione al disegno di Luigi Formisano
Inutile dire che per via della scelta del genere Horror e dell’ambientazione anglofona Samuel Stern parte con una pesante etichetta, quella di emulo\clone del ben più noto personaggio cardine del fumetto made in Italy: Dylan Dog – anche se potrebbe essere appropriato anche avvicinare il progetto a Outcast di Kirkman. Un fardello sicuramente pensante quello del paragone con l’indagatore dell’incubo, ma che i ragazzi di Bugs dimostrano di saper portare con una certa disinvoltura, lasciando al lettore il compito di scacciare i paragoni

Il primo punto positivo di Samuel Stern è la bravura che gli autori hanno avuto nell’introdurci al mondo del protagonista in maniera diretta andando fin da subito all’interno della trama, saltando gran parte della classica costruzione da “origin story” che spesso caratterizza i primi numeri di un nuovo personaggio. Sicuramente ci sarà spazio per introdurre Samuel e gli altri in maniera più radicata e consolidarne la storia, ma scegliendo di centellinare questi dettagli sicuramente ne ha giovato la fluidità della trama .
Ovviamente il primo numero non può rappresentare una certezza totale, ma Stern e i suoi autori hanno generato la giusta dose di interesse con questo debutto, lasciando la voglia di leggere e scoprire quello che hanno in mente nei prossimi numeri


















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