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Quattro ragazzini entrano in una banca: la recensione

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Quattro ragazzini entrano in una banca, di Matthew Rosenberg e Tyler Boss – pubblicato in Italia da Panini Comics – è una storia in cinque parti annoverata tra i miglior graphic novel del 2017. Leggendolo, non è difficile capire il perché. Tanto per cominciare, sia i personaggi principali che l’ambientazione sono resi in maniera perfetta. Il lettore viene introdotto nel mondo dei giovani protagonisti – qualche volta letteralmente, perché è come se si ritrovasse a giocare in prima persona ai loro giochi di ruolo – e non riesce più a prendersi una pausa: deve assolutamente sapere come andrà a finire!

Quattro ragazzini entrano in una banca

La piccola Paige, vera protagonista della storia, è una forza della natura: nessuno le fa paura ed è capace di tener testa a chiunque. La ragazzina è, per sua stessa ammissione, una nerd, ma nessuna etichetta può davvero bastare a descriverla. Lingua lunga, grande intelligenza, riflessi pronti e capacità di anticipare i suoi avversari, la ragazza è imprevedibile e potente proprio come la storia raccontata da Rosenberg e Boss.

Del resto, è cresciuta in fretta anche a causa della situazione che si ritrova a vivere. Sua madre non c’è più e suo padre non è certo un modello di santità, visto che ha un passato da rapinatore di banche! Stravede per la sua piccola principessina, ma non riesce comunque a fornirle l’appoggio di cui avrebbe bisogno una figlia undicenne. Il vero riferimento di Paige sono gli amici: l’ebreo Daniel “Berger” Berger, non troppo sveglio, probabilmente innamorato della nostra; Pat “Stretch” Shramm, il più alto e maturo del gruppo; e il dolcissimo secchione Walter Johnson.

Le cose per il quartetto si complicano quando il passato del papà di Paige torna prepotentemente in città: un gruppo di criminali sulla trentina che sembra avere con l’uomo un forte legame. Ed è qui che il destino dell’intrepida protagonista cambia: quanto lontano sarà disposta a spingersi per salvare suo padre?

Quattro ragazzini entrano in una banca è un graphic novel ben raccontato e ben costruito, dagli sviluppi imprevedibili e pieno zeppo di dialoghi serratissimi e pazzeschi.

I riferimenti di Quattro ragazzini entrano in una banca sono palesi: si tratta di un chiaro omaggio alle storie di formazione anni ‘80 dove il punto cardine è l’amicizia, in stile Stand by me.

Il grande pubblico ha scoperto il talento di Rosenberg principalmente grazie alla sua lunga run sugli X-Men – che, a causa di alcuni avvenimenti, ha scatenato anche diverse polemiche – mentre i fan italiani hanno potuto incontrarlo da vicino proprio durante Lucca Comics & Games di quest’anno.

Lo stile di Boss, invece, è vintage al punto giusto: i particolari sono azzeccatissimi e ogni tavola si lascia guardare con piacere, anche se si finisce per girare con impazienza le pagine.

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