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4 nuvolette con Federico Bertolucci

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Brindille

Durante lo scorso Lucca Comics & Games 2019 abbiamo avuto la possibilità di chiacchierare con Federico Bertolucci autore di brindille. edito da Saldapress

Come è nata la tua passione per il mondo del fumetto ? 

Da piccolo avevo una bella libreria piena di fumetti acquistati da mio padre,che amava i Disney classici e quindi questa libreria c’erano degli oscar Mondadori, quelli di Carl Barks e  Gottfredson  e anche tanti vecchi topolini in un baule, me li leggevo leggevo tutti, quindi io i fumetti li ho sempre avuti a disposizione. Quando una cosa da piccolini è disponibile si assorbe, ricordo che non sapevo ancora leggere ma vedevo le storie, le guardavo e basta e penso che da lì sia nata  la passione per il fumetto 

Il tuo stile quindi riprende quello che hai conosciuto su quelle pagine ?

ma sicuramente, lo stile chiaramente deriva da quello che si è visto, quello che si è amato .Io ho letto e apprezzato I classici Disney , Barks e  Gottfredson  che anche se non li hanno creati loro, ma sono quelli che hanno sviluppo i personaggi alla perfezione.
Quindi io leggendo tanto di questa di questi due autori ho spero assorbito un po’ della loro delle loro qualità, lo spero perché poi alla fine chiaramente serve tanta preparazione comunque poter affrontare un fumetto, ma diciamo avere avere questi queste questi esempi a disposizione certamente ha aiutato

Da dove nasce l’idea di Brindille ? 

è un’idea che è nata piano piano nel tempo, io e Frederick avevamo parlato già da tempo di diverse idee sul mondo delle fate, il mondo della foresta, insomma qualcosa di misterioso che avesse a che fare con la magia, perché semplicemente anche sentivamo che era un po’ nell’aria che era un’argomento che poteva interessare agli editori.

Avevamo preso delle idee e avevo parlato di progetti diversi, con alcune idee buone, ma tutti questi progetti poi alla fine non avevano trovato nessuno sbocco. Alla fine ci è venuta in mente questa storia, soprattutto io credo che sia nato tutto da un disegno che che ho realizzato addirittura con il telefono, con uno dei primi iPhone e quindi con le dita .

Ho fatto un muro in mezzo al bosco senza porte, senza niente. In quel caso mi sa che gli ho fatto una porta, però comunque era una cosa molto misteriosa, questo muro che non si sà perché è lì, un’idea che infatti poi troviamo all’inizio di brindile, questo muro oltre il quale c’è un queste grande incendio. Il germe vero e proprio è stato quello lì, poi il finale, il finale ci siamo subito detti: facciamo una cosa che che abbia queste tematiche e quindi il finale sarà questo.

Avevamo già un inizio e una fine per cui abbiamo costruito, parlandone a lungo con disegni e con idee varie . Abbiamo costruito questo viaggio, che doveva essere un viaggio un po’ onirico sicuramente e che in realtà è stato ,come si dice , è stato sviluppato in modo abbastanza naturale

Tu hai lavorato spesso anche all’estero, quali pensi che siano per esempio le differenze fra il nostro mercato e quello francese? 

La differenza principale, quella che salta agli occhi, sono i numeri. Il mercato francese è enorme e quello italiano è piccolino ,perché in Francia i lettori di fumetti sono un po’ ovunque ce ne sono tantissimi. Ci sono tantissime librerie e probabilmente la distribuzione non costa così tanto come costa in Italia e ci sono tanti editori anche anche grandi mentre in Italia abbiamo alla fine grossi editori ce ne sono due, tre. Poi gli altri sono tutti piccolini che cercano qualche modo di ritagliarsi una una piccola fetta e questa è la cosa che salta più all’occhio, quindi sono numeri diversi anche soprattutto economicamente e questa cosa qui è evidentissima, perché un autore in Italia può pensare di vivere con il fumetto soltanto se lavora con queste grandi, che che hanno però essenzialmente lo stile o Disney o Bonelli . Quindi come si esce lì subito si va nella nel baratro della piccola produzione, che ha costi limitati e sinceramente se uno altre altre entrate, cioè se le altre altri modi di guadagnare soldi non è possibile affrontarlo come un lavoro , soltanto per si fa per gioco o per hobby


Quali pensi possa essere una possibile cura per il mercato italiano ? 

Bisognerebbe partire dalla scuola, abituare i bambini a leggere di più divertendosi, quindi proponendo i fumetti anche ai bambini delle scuole. Tornando al discorso di prima in Francia, si insegna a leggere ai bambini con Tin Tin, con i fumetti classici che hanno semplicità e sono divertenti, se si facesse anche in Italia si aprirebbe poi un interesse nelle menti dei bambini che crescendo continuerebbero ad essere interessati al mondo dei fumetti .

Ho due bambine a casa, io ho tanti fumetti e sono tutte e due lettrici di fumetti, come chiunque, io stesso prima ho detto avevo dei topolini in casa e ho cominciato così. Se uno in casa trova soltanto riviste oppure che so libri di letteratura certamente l’approccio più difficile,  il bambino inizia a leggere e  se gli si propone subito il fumetto diventerà un lettore anche di fumetti

Quali sono i tuoi progetti per il futuro ?

Sto finendo ora il numero 5 di Love la serie che abbiamo fatto precedentemente a Brindile e poi finito questo  questo inizieremo un un’altra serie vicina al mondo di brindille, che che ne riprenderà alcuni personaggi e insomma avrà qualcosa in comune. Chi leggerà questa storia potrà sicuramente godere di più di Brindile e chi lo ha già letto capirà cosa in più di questa storia

Ringraziamo Federico Bertolucci per la disponibilità e gli auguriamo il meglio per i suoi futuri progetti

Marcello Portolan
Uno strano mix genetico sperimentale allevato a fumetti & fantascienza classica, plasmato dal mondo dell'informatica e della tecnologia, ma con la passione per la scrittura. Un ghiottone che adora esplorare il mondo in cerca di Serie TV e pellicole da guardare noncurante dei pericoli del Trash e dello splatter. un vero e proprio globetrotter del mondo NERD

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