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4 Nuvolette con: Davide La Rosa

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Dizionario dei film brutti Vol1

Nelle scorse settimane abbiamo avuto modo di scambiare 4 chiacchiere con Davide La Rosa, fumettista italiano recentemente passato qui su Comixisland.it con il primo volume de Il dizionario dei film brutti ( che tornerà qui a breve con il suo secondo capitolo)

Da dove nasce la tua passione per la nona arte ? 

Io volevo appassionarmi all’ottava ma non ho mai capito quale fosse. 

Detto questo. Nasce da bambino (come credo la maggior parte di quelli che leggono fumetti), inizialmente leggevo le cose che leggeva mio papà (Alan Ford, Jacovitti e Sturmtruppen) poi sono passato a Topolino, il “Corrierino dei piccoli”, la Pimpa… e la Pimpa mi ha condotto a leggere Dylan Dog (in un numero del 1987 la Pimpa si tagliava un dito perdendo sangue a fiotti. Lì capii che mi piaceva lo splatter. Giuro. Andavo tutti i giorni in edicola a guardare le copertina di Dylan Dog poi, nel 1991, iniziai a comprarli e a leggerli. Con Dylan Dog capii la potenza del fumetto).

Quella per i film brutti invece? 

Era il tempo delle medie (“Medie”, non “Mele”, eh) e ci trovavamo a casa di alcuni amici a guardare i film che davano di pomeriggio su Italia 7 gold o su Odeon. Della roba atroce, priva di senso. Immagino tu ti stia chiedendo “Perché?”, perché è bello ridere di loro. Se si supera l’empatia e la vergogna che si provano per il regista si capisce la bellezza dei film brutti: un oceano di insensatezza con delle isole di squallore (oggi sono pure poetico).

Come vi è venuto in mente di fondere questi due mondi? 

Io e Fabrizio Di Nicola siamo diventati amici grazie ai film brutti. Ne parliamo sempre un sacco. Fabrizio, oltre a essere bravissimo a disegnare, è un pozzo senza fondo di trash: ha una conoscenza sconfinata della materia (voi non avete idea della roba che si è visto e che ha in casa… ha i DVD di quasi qualunque monnezza uscita su pellicola). Oltre che amici siamo pure colleghi e quindi ci siamo detti: “Perché non uniamo il fumetto ai film e proviamo a fare dei libri sui film brutti?”, l’idea è piaciuta anche a Shockdom (l’editore) che ha approvato il progetto.

è più facile vedere un film brutto o un fumetto brutto? 

Uguale (oggi sono pure salomonico). Ci sono fumetti orrendi e mi diverto a leggerli, tanto quanto il vedere le pellicole orribili (giusto per non ripetere per l’ennesima volta “Film brutto”).

 

Cosa ne pensi del mondo del fumetto made in Italy e della realtà del lato più satirico di questo universo? 

Il fumetto in Italia sta attraversando un buon periodo (non parlo di vendite. Non conosco i dati di vendita e non mi voglio infilare in un discorso di sterili numeri). Stanno uscendo un sacco di autori e opere interessanti. Poi, ok, c’è pure roba che non si può manco leggere (ma è normale, c’è il brutto ovunque).

Sulla satira. Abbiamo bisogno di molta satira, soprattutto con la deriva che sta prendendo la politica in questo periodo. Per fortuna ci sono, anche qui, una marea di autori che fanno cose interessanti.

Quali sono i tuoi prossimi progetti? realizzerete un terzo volume del dizionario?

Spero esca a breve il Dylan Dog che ho scritto (disegnato magistralmente dal maestro Franco Saudelli). Poi sto lavorando ad alcuni progetti per i quali non ho ancora un editore. Collaboro con Comics&Science (la rivista del CNR che divulga tantissimo ogni tipo di scienza, grazie anche ai fumetti). Sto sceneggiando anche un numero di Samuel Stern (il nuovo fumetto di Bugs comics). Piacerebbe, sia a me che a Fabrizio, fare un terzo dizionario dei film brutti a fumetti. Materiale ne abbiamo, in realtà abbiamo materiali per almeno 20 o 30 volumi, l’industria del trash non si ferma mai… mai!!! 

 

Marcello Portolan
Uno strano mix genetico sperimentale allevato a fumetti & fantascienza classica, plasmato dal mondo dell'informatica e della tecnologia, ma con la passione per la scrittura. Un ghiottone che adora esplorare il mondo in cerca di Serie TV e pellicole da guardare noncurante dei pericoli del Trash e dello splatter. un vero e proprio globetrotter del mondo NERD

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