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Gerry Conway, creatore del Punitore, afferma che è inquietante vedere polizia e militari che usano il suo simbolo

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Da quando è arrivato The Punisher, il personaggio non è soltanto uno dei favoriti tra il pubblico degli abituali lettori di fumetti. Per molti che servono nell’esercito e nelle forze dell’ordine, è diventato un simbolo. Di conseguenza, lo stemma del personaggio – l’ormai famoso logo del teschio – viene spesso utilizzato dal personale militare e dalla polizia per decorare moltissimi oggetti: accessori, veicoli, armature e persino opere d’arte decorative esposte con orgoglio negli uffici e nelle case.

PunisherMa, per Gerry Conway, creatore del Punisher, questi usi sono inquietanti e, soprattutto, offensivi.

Conway, nel corso di una recente intervista per SYFY Wireabout – fatta in vista della premiere della seconda stagione della serie Marvel The Punisher in onda su Netflix – ha parlato della sua carriera di fumettista e di quello che pensa a proposito della cooptazione militare del logo del suo personaggio. “Ne ho parlato in altre interviste”, ha detto Conway. “Per me è inquietante vedere figure appartenenti alle autorità abbracciare l’iconografia del Punitore, perché lui rappresenta un fallimento del sistema di giustizia. Si suppone che indichi il collasso della morale sociale delle autorità e la realtà di quelle persone che non si aspettano più che le istituzioni come polizia ed esercito siano in grado di agire in modo giusto e capace.”

PunisherConway ha continuato il suo discorso, spiegando che questa adozione del simbolo da parte della polizia e dell’esercito, sta fondamentalmente fraintendendo il personaggio e ciò che rappresenta, e che loro stanno, in effetti, schierandosi con un criminale.

“Il vigilante antieroe rappresenta, fondamentalmente, una critica alla giustizia, un esempio di fallimento sociale, quindi, quando gli sbirri mettono il teschio del Punisher sulle loro auto o membri dell’esercito indossano toppe con il simbolo del Punitore, stanno passando dalla parte di un nemico del sistema “, ha detto. “Stanno abbracciando una mentalità da fuorilegge: che tu pensi che il Punitore sia giustificato o meno, oppure ancora se ammiri il suo codice etico, si tratta sempre di un fuorilegge, un criminale, e la polizia non dovrebbe abbracciare un criminale come simbolo.”

Conway non sbaglia. Mentre The Punisher (vero nome Frank Castle) dichiara guerra – sia nei fumetti che nelle serie televisive – a persone che, apparentemente, sembrerebbero meritarselo, lo fa interamente al di fuori del sistema, impiegando tattiche di omicidio, rapimento, estorsione, coercizione, tortura e altro per raggiungere i suoi obiettivi. È una strategia brutale, che non lascia spazio alla legge che governa la nostra società e Punisher diventa giudice, giuria e carnefice al tempo stesso. Diventa chiaro che le autorità che portano il suo simbolo inviano un messaggio pericoloso.

“Si capisce anche senza dirlo,” dice Conway. “In un certo senso, è offensivo come mettere una bandiera confederata su un edificio governativo. Il mio punto di vista è che il Punitore è un antieroe, qualcuno per cui potremmo tifare, ma ricordando al tempo stesso che è anche un fuorilegge e un criminale. Se un ufficiale della legge, che rappresenta il sistema di giustizia, mette il simbolo di un criminale sulla sua auto della polizia, o condivide il suo emblema onorando un criminale, lui o lei sta facendo una dichiarazione davvero poco accorta sulla sua comprensione della legge.”

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