È un momento che segna un prima e un dopo per il mondo del fumetto e dell’arte: per la prima volta nella storia, un mangaka entra a far parte della prestigiosa collezione della Galleria degli Uffizi. Stiamo parlando del Sensei Tetsuo Hara, leggendario creatore di Hokuto no Ken (Ken il Guerriero), il cui autoritratto è stato ufficialmente accolto nel museo fiorentino, tempio mondiale dell’arte.
L’evento, reso possibile dalla partnership tra Lucca Comics & Games, il Ministero della Cultura e le Gallerie degli Uffizi, nasce dal conferimento del premio Yellow Kid Maestro del Fumetto a Hara durante l’ultima edizione del festival. L’opera donata dal Maestro si unisce ora alla più grande e antica collezione di autoritratti del mondo. L’ingresso di Tetsuo Hara agli Uffizi non è solo un omaggio a un artista, ma il riconoscimento universale del manga come nona arte.
Un ponte tra manga e arte classica
Durante la cerimonia di donazione, il Maestro Hara ha incontrato il Direttore degli Uffizi, Simone Verde, e rappresentanti del Ministero della Cultura. L’incontro ha sancito uno straordinario scambio culturale: in risposta al dono del suo autoritratto, il Sensei ha ricevuto una riproduzione della celebre statua Il pugile a riposo.
La scelta di questo dono non è casuale. Come ha sottolineato il Ministro della Cultura Alessandro Giuli, c’è un legame profondo tra la poetica di Hara e l’arte classica:
La plasticità delle forme e la potenza dei corpi che caratterizzano le opere del Maestro Hara riecheggiano quelle della scultura classica e rinascimentale. I muscoli possenti dei suoi personaggi sono eredi diretti degli eroi mitologici rappresentati secoli fa.
Questo legame è il cuore dell’evento che ha portato Tetsuo Hara agli Uffizi, dimostrando come l’epica di Hokuto no Ken affondi le sue radici in un immaginario artistico senza tempo.
La mostra a Lucca: un dialogo tra epoche
Questo storico traguardo è stato il culmine di un percorso celebrativo iniziato a Lucca Comics & Games con la mostra “Tetsuo Hara: Come un fulmine dal cielo”. Allestita nella suggestiva Chiesa dei Servi, l’esposizione ha permesso al pubblico di ammirare, per la prima volta fuori dal Giappone, oltre 100 tavole originali del Maestro.
A rendere la mostra ancora più unica è stata una collaborazione senza precedenti: le Gallerie degli Uffizi hanno prestato tre prestigiose opere del XVI secolo, disegni di Baccio Bandinelli raffiguranti studi di nudi maschili e lottatori. Questi lavori, veri e propri “antenati” dei guerrieri apocalittici di Kenshiro, sono stati esposti accanto alle tavole del mangaka, creando un dialogo visivo potente e affascinante tra due maestri di epoche diverse.
Un riconoscimento che fa la storia
Dopo la cerimonia, il Sensei Hara ha potuto visitare in forma privata le sale degli Uffizi e il vicino Museo Gucci, immergendosi completamente nell’arte e nella cultura fiorentina. L’ingresso di un autore come Tetsuo Hara agli Uffizi è più di una semplice notizia: è la consacrazione di un’intera forma d’arte, un segnale forte che abbatte le barriere tra cultura “alta” e cultura pop, riconoscendo il valore e l’impatto globale che i manga e i loro creatori hanno sul nostro immaginario collettivo.


















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