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Godzilla: Skate or Die – La recensione

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Oggi sull’isola di ComixIsland parliamo di uno dei nostri mostri del cuore: Godzilla, il re indiscusso dei kaiju, protagonista negli scorsi mesi di una miniserie targata IDW Publishing dal titolo Godzilla: Skate or Die, firmata da Louie Joyce .

E no, se vi state immaginando Godzilla fare acrobazie su uno skateboard, magari in un half-pipe radioattivo, forse siete un po’ fuori pista.
Ma se invece state pensando a un fumetto sperimentale, visivamente punk, narrativamente bizzarro e profondamente fuori dagli schemi, allora sì: ci siete dentro fino al collo.

Quando il punk incontra il kaiju

IDW prosegue nella sua missione di reinventare Godzilla in ogni possibile variante, e Skate or Die è solo l’ultimo esempio di quanto si possa essere creativi con una leggenda mostruosa come lui.

La trama è semplice, ma efficace: un gruppo di skater australiani ha realizzato il proprio skatepark dei sogni.
Tutto sembra andare per il meglio finché Varan, uno dei kaiju storici dell’universo Toho, non comincia a seminare il panico nel continente. Il suo bersaglio? Proprio quello skatepark.
E ovviamente, nel caos, arriva anche Godzilla, pronto a dare spettacolo con la sua potenza distruttiva.

Mentre i due titani si affrontano, i giovani skater fanno l’unica cosa che possono fare: tentare di salvare il loro mondo, il loro parco, il loro spirito libero.

Godzilla: Skate or Die è una lettura rapida, fluida e senza freni. Non si perde in spiegoni o introspezioni forzate: va dritta al punto, con una narrazione adrenalinica e un tono che richiama le fanzine punk anni ‘90.

I personaggi umani non sono particolarmente approfonditi, ma fanno il loro dovere: sono carismatici quanto basta, incarnando perfettamente quella cultura underground e ribelle che Joyce vuole evocare.

Uno stile che spacca… o spiazza

Parliamo ora della parte visiva. Louie Joyce ha un tratto molto particolare, quasi grezzo, fortemente stilizzato e lontano da qualsiasi canone mainstream.
È un’arte che può risultare divisiva: o la ami, o la odi. Nel mio caso, ho apprezzato moltissimo lo stile ruvido, dinamico e perfettamente aderente all’identità punk della storia.

È vero però che, soprattutto nelle sequenze più “umane”, il tratto può sembrare difficile da digerire per alcuni lettori. Non c’è molto spazio per le vie di mezzo qui.

kaiju + skate = intrattenimento puro

Godzilla: Skate or Die è una ventata d’aria fresca, una lettura stramba, veloce e divertente, pensata per intrattenere e basta. Non cerca la profondità, ma punta tutto su stile, ritmo e attitudine.
È uno di quei fumetti che non si prendono sul serio, e proprio per questo riesce a colpire nel segno.

Se amate i kaiju, il mondo skate, le atmosfere punk o anche solo i fumetti che osano uscire dagli schemi, questo titolo fa al caso vostro.
Ora non ci resta che sperare di vederlo arrivare anche in Italia in volume, magari con una bella edizione che esalti ancora di più il lavoro visivo di Joyce.

Skate, kaiju e attitudine punk: una combo improbabile ma sorprendentemente efficace.

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Marcello Portolan
Uno strano mix genetico sperimentale allevato a fumetti & fantascienza classica, plasmato dal mondo dell'informatica e della tecnologia, ma con la passione per la scrittura. Un ghiottone che adora esplorare il mondo in cerca di Serie TV e pellicole da guardare noncurante dei pericoli del Trash e dello splatter. un vero e proprio globetrotter del mondo NERD

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