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NANOWAR OF STEEL volume 1 – Into the Nanoverse: La recensione

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Oggi sull’isola di ComixIsland.it vi portiamo all’interno di un nuovo folle multiverso, il Nanoverse. 

Perchè siamo nel 2023 (quasi 2024), tutti hanno il loro multiverso, perfino il riccio Sonic, quindi perchè i Nanowar of Steel non devono averne uno? chi siamo noi per vietarglielo?

Quindi allacciate le cinture e lodate il tempio del Leviatano degli amici di Leviathan Labs, perchè c’è della sana follia in tutto questo,

Prelevati da un teletrasporto mistico durante il bis di un concerto, i Nanowar Of Steel vengono condotti al cospetto di un’eminenza grigia, dotata di una tecnologia fantascientifica, che gli ordina di ripulire il multiverso dal macello da loro stessi combinato.
La musica è creazione nel senso più ampio del termine, e i brani dei Nanowar of Steel sono talmente fuori di testa da riuscire a compromettere la stabilità del Tutto. Ogni singolo brano vive di vita propria, ingigantendosi sempre più, e fagocitando gli altri universi come Potowotominimak all’All You Can Eat.

Da questo incipit prende il via la nuova serie Leviathan dedicata alla band metal dei NANOWAR of STEEL, con il volume Into the Nanoverse, scritto da Roberto Di Leo, con i disegni di Carlo Fiaschi, i colori di Veronica Frizzo e lettering di Tobias Meier.

Se siete veri Nanowarrior e già conoscete questa band musicale, sicuramente saprete che realizzare una storia dove i nostri eroi incontrano le loro creazioni è un idea così mindfuck che può fare il giro e diventare una bomba colossale
Se invece ancora non conoscete questo gruppo, beh è una buona occasione per andarvi a recuperare un po’ di loro canzoni, ma deve piacervi tanto il metallo, quanto il trash e che nel vostro cuore deve esserci spazio eroi come Giorgio Mastrota, Giancarlo Magalli e i Barbagianni  (come avrete facilmente intuito chi vi scrive è fan del gruppo)

Parlando di questo primo numero, come è facile intuire dalla trama siamo ovviamente davanti a una lettura che prende molto spunto dalla lore della band stessa, costruendo così storie ambientate in universi basati sulle loro canzoni, in questo caso Valhalleluja. La trama scritta da Di Leo funziona a prescindere dalla vostra conoscenza pregressa delle canzoni, però a mancarvi saranno i molteplici riferimenti e gli inside joke presenti ovunque e che a parere nostro pesano parecchio sul giudizio generale.
Buono anche il livello estetico, nulla di miracoloso o particolarmente complesso, ma uno stile cartoonesco perfetto per questo tipo di opere.

In parte, quest’operazione fatta sui Nanowar ci ha ricordato una versione 2.0 e ad alto tasso di WTF di quanto visto qualche anno fa su un altro gruppo musicale nostrano, I Pinguini Tattici Nucleari.

Il progetto è interessante, forse visto il target di partenza un po’ ristretto, anche l’idea di un volume unico non sarebbe stata male, invece la scelta è ricaduta sul formato brossuratino, con una prima avventura in 52 pagine, di cui una parte di simpatici extra che lavorano proprio sul background di questo universo.

La storia dei Nanowar e del Nanoverso si svilupperà in diversi volumi e da fan siamo curiosi di vedere quale sarà la prossima canzone affrontata, se siete Nanowarriors non potete farlo sfuggire, altrimenti detto sinceramente potrebbe non essere il prodotto più indicato a voi

Marcello Portolan
Uno strano mix genetico sperimentale allevato a fumetti & fantascienza classica, plasmato dal mondo dell'informatica e della tecnologia, ma con la passione per la scrittura. Un ghiottone che adora esplorare il mondo in cerca di Serie TV e pellicole da guardare noncurante dei pericoli del Trash e dello splatter. un vero e proprio globetrotter del mondo NERD

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