Dopo il potentisismo successo della serie TV Netflix, la famiglia disfunzionale di Umbrella Academy torna sugli scaffali italiani con il terzo volume dal titolo Umbrella Academy 3: Hotel Oblivion, sempre per Bao Publishing.
Gerard Way e Gabriel Bà tornano a lavorare sulla serie dopo un lunghissimo periodo di stop, e ci mostrano i protagonisti divisi, ognuno distratto da problemi da risolvere o enigmi misteriosi da rivelare, tante strade che sembrano però portare tutti nella stessa direzione, quella dell’Hotel Oblivion.
Il luogo che dona il nome all’intero volume non è nient’altro che una bizzarra prigione creata da Hargreaves, un misterioso luogo posto nello spazio più profondo dove relegare i pazzi villain di questo altrettanto folle universo. Ma da lettori sappiamo benissimo che dove c’è una prigione prima o poi ci sarà un’evasione, e Umbrella Academy non è da meno a questa regola.

L’evasione è il punto dove le storie convergono, il centro dello schema costruito per i suoi pupilli dal frontman dei My Chemical Romance. In parte l’autore ripesca dagli argomenti già visti, come la fragilità che si nasconde dietro alla figura di questi eroi che salvano persone, ma sono a loro volta persone da salvare e in cerca di riscatto e redenzione. Una scelta li rende decisamente più umani, in questo terzo volume più che mai.
Gli elementi folli e sconclusionati non mancano, dai viaggi nello spazio fino al plot twist che conclude il volume e che prepara a un futuro ancora più interessante, arricchendo questo mondo. Lo stile di Way è cambiato, l’autore sembrerebbe aver abbracciato un’idea più seriale, come dimostra proprio questo finale aperto totalmente verso il 4 volume.
La sensazione generale però è che almeno in parte il volume abbia perso un po’ del suo mordente – magari per colpa del decennio passato fra il 2 e il 3 volume – lo shock finale potrebbe avere l’effetto defibrillatore e risvegliare il prossimo volume, o almeno questa è la nostra speranza.



















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