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Youngblood: l’abbandono di Liefeld

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Lo scrittore e artista Rob Liefeld ha annunciato che ha dovuto “definitivamente lavarsi le mani” del seguito di Youngblood in seguito a una “brutta battaglia per i diritti” con un co-proprietario della creazione di cui ha venduto una parte nel 1999.

Youngblood

Attraverso un post di Facebook, il co-fondatore dell’Image Comics ha spiegato le ragioni per cui ha dovuto svendere diversi suoi progetti creator-owned per le etichette Image, Extreme Studios e Awesome Comics e quali sono le divergenze che lo hanno portato ad allontanarsi pubblicamente.

La più recente serie di Youngblood è terminata dopo undici albi nel maggio 2018, con Liefeld che all’epoca aveva detto che il prossimo story arc programmato sarebbe stato “troppo grandioso per la serie regolare” e sarebbe stato invece una testata a sé, Bloodwars.

A proposito di Youngblood

Gli Youngblood sono un gruppo di supereroi creati dall’autore statunitense Rob Liefeld a fine anni ottanta.

In seguito vengono ripresi da Liefeld per essere protagonisti della prima serie regolare della Image Comics nel 1992.

Il titolo della pubblicazione è Youngblood e il primo numero risulta essere l’albo più venduto (fino ad allora) da un editore indipendente, segnando l’inizio di una nuova epoca nella storia dei fumetti.

Come in gran parte dei supergruppi Image, gli Youngblood non si uniscono di propria volontà ma sono creati e manipolati da organizzazioni private o pubbliche (in questo caso il Governo degli Stati Uniti d’America). Liefield parte dall’idea che se i supereroi esistessero realmente sarebbero trattati come stelle del cinema o astronauti e avrebbero quindi un’immagine pubblica da sostenere.

L’idea del fumetto si fonda su questo principio ma deve il suo successo e impulso ai disegni di Liefeld, tempestati da figure ipertrofiche e da scene di battaglia a due pagine.

Nella loro prima avventura, gli Youngblood combattono un dittatore iracheno dal nome Hassam Kussein (chiaro richiamo a Saddam Hussein) contestualizzando le loro avventure nel periodo storico dell’epoca (cioè i primi anni novanta).

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