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Superman of Metropolis #1: c’è qualcosa di peggio della kryptonite?

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Superman of Metropolis #1 – che fa parte del rilancio DC Future State – introduce una sostanza più dannosa della kryptonite.

Superman of Metropolis #1

I fan di Superman sanno che il sole della Terra impregna i kryptoniani come Superman di poteri e abilità incredibili, che pochi eroi possono eguagliare. Allo stesso modo, è risaputo che, nonostante queste incredibili doti, i kryptoniani sono tutti deboli di fronte alla kryptonite. Ci sono molte versioni diverse della kryptonite e la più famosa è di gran lunga la kryptonite verde.

Mentre molti potrebbero avere opinioni diverse su quale varietà colpisce più duramente i kryptoniani, l’opinione generale è sempre stata che nessun’altra sostanza può debilitare questi alieni come la kryptonite. Questo almeno fino a Future State: Superman di Metropolis #1.

Scritto da Sean Lewis e disegnato da John Timms, Superman of Metropolis #1 introduce un sindacato noto come Trojan che ha scatenato isteria di massa a Metropolis liberando Brain Cells, un’entità dotata di intelligenza artificiale. All’inizio, la cosa peggiore che questo enorme globo ghignante potesse fare era controllare gli umani che avevano installato la tecnologia Trojan sottopelle. Ma la vera minaccia si scoprirà con la reazione estrema – e soprattutto violenta – di Supergirl nei confronti di Superboy quando questi decide di recidere la connessione tra Brain Cells e gli abitanti di Metropolis.

Future State parte proprio questo mese. Si tratta di un grande evento in casa DC Comics, ambientato nel futuro e incentrato sulla prossima generazione di eroi, comprendente alcuni personaggi già noti – come Jon Kent, figlio di Superman e Lois Lane – e altri creati per l’occasione, tra i quali un nuovo Batman.

DC Future State comincia subito dopo l’evento Dark Nights: Death Metal, che si è concluso in questi giorni negli USA. Molti i nomi coinvolti nel nuovo evento: Mariko Tamaki, Brian Michael Bendis, Gene Luen Yang e Joëlle Jones, Emanuela Lupacchino, Carmine di Giandomenico e Simone Di Meo.

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