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Per Sempre: la recensione

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La protagonista di Per sempre (Tunué, 2020) è Viola, adolescente degli anni ’90 che, come da tradizione ormai, parte per trascorrere le vacanze estive al mare con i genitori.

Quest’estate, però, si prospetta diversa dalle altre, o, almeno, questo è quello che ci fa capire Viola tramite le pagine del suo diario, che ci danno accesso diretto ai suoi pensieri, alle sue domande e ai suoi dubbi, quelli tipici di una ragazza della sua età. E, fra tutte le domande con cui Viola riempie quelle pagine, ce n’è una in particolare per la quale la ragazza cerca una risposta convincente, giusta: che cos’è l’amore?
Una domanda che rimbomba e ritorna quasi come un’ossessione: Viola cerca l’amore, quello vero, ed è convinta di averlo trovato in Fabrizio, il ragazzo dagli “occhi di diamante” che incarna il classico belloccio che non ricambia i suoi sentimenti.

Nel frattempo, però, la ragazza fa la conoscenza di Ireneo, un ragazzo del posto dal nome greco e un carattere apparentemente scontroso, che ogni giorno si rifugia a riparare una vecchia imbarcazione durante la “contr’ora” (quell’ora del giorno, nel primo pomeriggio, in cui fa troppo caldo per fare qualsiasi cosa e i bagnanti dormono). Viola e Ireneo cominciano a trascorrere sempre più tempo insieme, finendo per provare dei sentimenti l’uno per l’altra, che portano la ragazza a chiedersi con insistenza crescente come si riconosca l’amore, quello vero.

 

 

E, anche se sembrerebbe essere l’amore – quello puro, fatto di promesse e di attimi tanto intensi da togliere il fiato – il tema centrale, i confini di questo graphic novel si allargano, per includere al proprio interno quelle tematiche alle quali, spesso con un groviglio indistinto di paura e inconsapevolezza, gli adolescenti si avvicinano per la prima volta e che imparano a toccare con mano.

Perché, mentre gli incontri con Ireneo si consumano in questo tempo della giornata in cui la realtà sembra sospesa, tutto intorno a Viola continua a scorrere, gli eventi si susseguono senza sosta e diventano per la ragazza un’opportunità per prendere consapevolezza di sé e del carattere multiforme della realtà che la circonda.

 

 

L’amore è il filo conduttore delle storie a cui Viola prende parte, tanto da protagonista quanto da spettatrice silenziosa, ma l’amore è soprattutto il filtro usato per sfiorare temi molto più complessi, con i quali talvolta gli adolescenti sono costretti a fare i conti, senza essere stati preparati.

L’amica Valeria, fidanzata con un ragazzo geloso e possessivo che arriva ad alzare le mani su di lei, senza che la ragazza abbia il coraggio di ribellarsi, diventa un modo per raccontare la condizione nella quale molte donne si trovano a vivere, vittime di un assoggettamento che, dall’esterno, non viene percepito; Lili e Paola, la coppia di lesbiche che Viola conosce e che assumono presto il ruolo di mentori per lei, diventano presto un pretesto per affrontare anche il tema della morte, della sofferenza causata dal distacco da qualcuno che ha scelto deliberatamente di morire.
E, così, anche i discorsi di Renata, l’amica cicciottella che viene presa in giro dal ragazzo che le piace, diventano un modo per parlare del delicatissimo tema adolescenziale – e non solo – dell’accettazione del proprio corpo.

 

 

Per sempre è un romanzo di formazione, in cui seguiamo la crescita di Viola da vicino, con i suoi tentennamenti, le sue vittorie e i suoi dubbi, che la portano però ad acquisire una visione rinnovata del mondo, conquistata non senza sofferenza e fatica.


Questo graphic novel tocca tante tematiche, e lo fa con una delicatezza che ricorda quell’insicurezza con cui gli adolescenti si affacciano al mondo per la prima volta, sfiorandole appena senza approfondirle davvero: è forse questo l’unica nota dolente di quest’opera, che non sminuisce però l’intensità di queste tavole, alla quale contribuisce anche lo stile del disegno. Uno stile semplice, essenziale quasi, ma espressivo e interprete degli stati d’animo e delle emozioni dei personaggi, ed estremamente efficace poiché affiancato a un uso consapevole dei colori, vivaci e definiti.

 

In Per sempre, Assia Petricelli e Sergio Riccardi, già vincitori del premio Andersen con Cattive ragazze, tornano a parlare con gli adolescenti di oggi, mettendoli di fronte importanza di trovare il coraggio di prendere posizione, e offrono a quelli di ieri uno strumento utile per capirli o, semplicemente, per ricordarci che, un tempo forse neanche troppo lontano, anche noi siamo stati come Viola.

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