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Biker Mice from Mars Vol. 1: Red Planet Panic – La recensione

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Sterzo, Turbo e Pistone. Se questi tre nomi, pronunciati uno dietro l’altri, riescono ancora oggi ad accendere qualcosa nella vostra memoria nerd, è molto probabile che il pensiero sia volato direttamente agli anni ’90, quando i Biker Mice sfrecciavano sul piccolo schermo.

Negli ultimi anni, soprattutto negli Stati Uniti, la nostalgia per le grandi serie animate degli anni ’80 e ’90 è tornata prepotentemente alla ribalta, conquistando anche il mondo del fumetto. Tra gli esempi che ci vengono in mente abbiamo avuto  Gargoyles, Capitan Planet e Street Sharks e ora è arrivato il momento anche dei Biker Mice from Mars, nuovamente pronti a difendere il Pianeta Rosso dalla minaccia dei Plutarchiani.

Abbiamo avuto modo di leggere qualche settimana fa il primo volume pubblicato da Oni Press, Biker Mice from Mars, Vol. 1: Red Planet Panic, che raccoglie i primi quattro albi della nuova serie a fumetti.

Il progetto è affidato a un team creativo composto dalla sceneggiatrice Melissa Flores, nome noto soprattutto a chi segue il mondo a fumetti dei Power Rangers, e dall’artista Daniel Gete, e fa parte dell’universo condiviso chiamato Nacelleverse (con altri nomi noti come i Robo Force e I cowbuoi dell’altopiano). 

La storia ci riporta direttamente sul Pianeta Rosso:

Il Pianeta Rosso è in rivolta e gli impavidi ribelli Sterzo, Pistone e Turbo si sono uniti ai Freedom Fighters di Marte per combattere contro l’esercito invasore dei Plutarchiani.

Quando però una nuova e imprevedibile minaccia fa la sua comparsa su Marte, mettendo a rischio le loro famiglie, i loro amici e lo stesso Pianeta Rosso, i Biker Mice si ritrovano ad affrontare un pericolo di proporzioni galattiche, con legami tanto con la Terra quanto con il pianeta natale dei Plutarchiani.

Adattare un prodotto ancora amatissimo dal pubblico è sempre un’operazione delicata. I rischi, in questi casi, sono principalmente due: snaturare l’opera originale nel tentativo di modernizzarla oppure riprodurla in maniera così fedele da dare l’impressione di trovarsi davanti a un’operazione puramente nostalgica.

Red Planet Panic riesce invece a trovare un interessante punto di equilibrio tra queste due esigenze.

Melissa Flores, forte anche dell’esperienza maturata su altri franchise rivolti a un pubblico molto legato ai propri ricordi d’infanzia, dimostra di conoscere bene questo tipo di materiale. La sua scrittura riesce così a recuperare l’essenza dei personaggi senza limitarsi a copiarne le caratteristiche più riconoscibili.

Uno dei cardini dei Biker Mice from Mars è il rapporto tra Sterzo, Pistone e Turbo, ed è proprio da qui che il fumetto decide di ripartire.

La dinamica tra i tre protagonisti non è stata snaturata e rimane centrale anche in Red Planet Panic. Ritroviamo quindi quell’energia che aveva caratterizzato la serie animata, insieme a combattimenti, inseguimenti, battute e alla continua lotta contro i Plutarchiani.

Ma dietro l’azione rimangono anche alcuni dei temi che rendevano la serie originale più interessante di quanto potesse sembrare a prima vista (e un po’ più politica di quello che potevamo percepire al tempo)

Capitalismo sfrenato, ambientalismo, resistenza e lotta contro l’oppressione sono ancora parte integrante dell’identità dei Biker Mice. Tematiche che, a distanza di decenni, non sembrano affatto fuori posto e che permettono al fumetto di mantenere intatta una parte importante dello spirito originale.

Questo vale anche per Lawrence Limburger, ancora una volta perfettamente calato nel ruolo del viscido e puzzolente antagonista che i fan della serie ricorderanno bene.

Non tutto, però, funziona allo stesso modo.

In questo primo volume si avverte inevitabilmente il peso della necessità di raccontare le origini dei personaggi e fornire ai nuovi lettori tutte le informazioni necessarie per comprendere il mondo dei Biker Mice e orientarsi in maniera rapida.

È il classico effetto Origin Story: una parte del racconto deve necessariamente fermarsi per spiegare chi sono i protagonisti, da dove arrivano e quali sono i rapporti che li legano agli eventi in corso.

Per fortuna, questo elemento non finisce per appesantire eccessivamente la lettura. Il ritmo rimane sufficientemente sostenuto e, una volta superata la fase introduttiva, la storia può tornare a premere sull’acceleratore.

Dal punto di vista estetico, Daniel Gete, affiancato dal nostrano Alessandro Santoro alla colorazione, compie un lavoro particolarmente efficace.

L’artista riesce infatti a recuperare gli elementi più riconoscibili dello stile del cartoon originale, reinterpretandoli attraverso un’estetica più moderna e adatta al linguaggio del fumetto contemporaneo. Il risultato funziona soprattutto nelle sequenze d’azione, dove il tratto accompagna bene una narrazione piuttosto frenetica, fatta di combattimenti, inseguimenti e corse a tutta velocità.

È un approccio che evita di trasformare Red Planet Panic in una semplice copia della serie animata, mantenendo però abbastanza elementi visivi da far scattare immediatamente quel meccanismo nostalgico nei lettori della prima ora.

Biker Mice from Mars, Vol. 1: Red Planet Panic è un buon debutto. Non pretende di rivoluzionare la mitologia dei personaggi e non molto probabilmente non era nemmeno quello l’obiettivo principale.

Il fumetto prende i Biker Mice, li rimette in carreggiata e, soprattutto, preme nuovamente sull’acceleratore.

Il risultato è una lettura che può parlare tanto ai fan cresciuti con la serie animata quanto a chi si avvicina per la prima volta a Sterzo, Turbo e Pistone. Il peso della nostalgia c’è, ma non è l’unico elemento su cui si regge questa nuova avventura.

Noi, almeno, siamo già in sella e pronti per il prossimo volume. E voi siete pronti a tornare sul Pianeta Rosso?

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Marcello Portolan
Uno strano mix genetico sperimentale allevato a fumetti & fantascienza classica, plasmato dal mondo dell'informatica e della tecnologia, ma con la passione per la scrittura. Un ghiottone che adora esplorare il mondo in cerca di Serie TV e pellicole da guardare noncurante dei pericoli del Trash e dello splatter. un vero e proprio globetrotter del mondo NERD

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