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Il tiro del cane: cronaca disegnata di una discesa nel baratro

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“Soltanto un’altra mano!”

“Vedrai che la prossima la vinco, punto tutto!”

Quante volte abbiamo sentito queste stupide frasi nelle più svariate situazioni?

Non sono altro che tentativi di autoconvincimento, prove di risalita da un burrone che noi stessi scaviamo quando siamo davanti ad una realtà troppo dura da accettare.
Questo fumetto ci racconta questo, la discesa verso la povertà e l’indigenza di un ragazzo abituato a scommettere e a vincere, fin quando non arriva l’inganno a bussare alla sua porta.
Andiamo però con ordine, cos’è “il tiro del cane” e da dove deriva questo nome?
Nel gioco d’azzardo, l’espressione inglese “snake eyes” (occhi di serpente), indica il lancio di una classica coppia di dadi che danno come esito il numero due, gli stessi romani anticamente usavano il termine “cani” per descrivere il risultato di una coppia di uno, chiamandolo appunto “tiro del cane“.
Come in ogni gioco, soprattutto quello d’azzardo, fortuna e sfortuna sono fattori essenziali.
Cosa succede però se la cattiva sorte incombe minacciosamente sul povero giocatore? Questo è quello che accade al nostro protagonista, Aski, soprannome di Gennaro, un giovane nativo dell’isola di Procida, piccolo comune non molto distante dalle coste campane e dal suo capoluogo Napoli che verrà instradato da Gaetano, il fratello maggiore, nel torbido mondo delle scommesse e del gioco d’azzardo.
Questo avviene sin dalla tenera età, il fratello litiga spesso con la madre per via di questa sua scelta di vita, egli infatti è convinto che con le proprie grandi capacità riuscirà a portare ricchezza alla sua famiglia, purtroppo però non è così bravo e quando arriverà a perdere un importante cimelio di famiglia, continuerà a dare la colpa alla sfortuna invece che a se stesso.
A ciò ben presto si aggiunge l’intuizione di Gaetano riguardo le capacità del fratello minore che lo porta a decidere di insegnargli tutto quello che sa e conosce del gioco: regole, trucchi e tutto quello che secondo il maestro occorre conoscere per diventare imbattibili al tavolo verde.
Durante la quasi totalità del volume assisteremo alla crescita e al lento declino del nostro protagonista, lungo tutti i sei capitoli di cui è composta l’opera, scopriremo come anche il più classico amore fraterno può tradirti e trascinarti in un vortice di rimpianti e amarezza.
Quest’ultima uscita della Nicola Pesce Editore è molto particolare poiché nasce dal concorso «Graphic Novel», un progetto di residenza artistica che la casa editrice, in collaborazione con la SIAE e il MIBACT, nonchè la famosa rivista Scuola di fumetto, hanno lanciato per consentire a nuovi e promettenti artisti di confrontarsi tra loro e pubblicare la loro prima opera.
Soltanto nove sono i fortunati tra più di mille promettenti candidati che insieme a tre grandi maestri del fumetto nostrano e internazionale, Ivo Milazzo, Miguel Angel Martin e Alessandro Di Virgilio, si sono autoreclusi per un periodo di quattordici giorni in una villa ad Acerno, nella provincia di Salerno, per lavorare al proprio personale progetto.
Purtroppo, il risultato di questa splendida iniziativa avrebbe dovuto condurre, oltre che alla prima pubblicazione per i neo-artisti e scrittori, anche alla presentazione al Lucca Comics And Games così da potersi mostrare agli occhi del grande pubblico come autori, ma vista la situazione attuale, bisognerà attendere fino a data da destinarsi prima che tale sogno possa trovare concreta applicazione.
Nel frattempo, è giusto nominare e dare un meritato riconoscimento a questi ragazzi, certamente sfortunati ma dal sicuro e promettente futuro: Sidarta Bardus, Andreina Casarano, Flavia Forestieri, Samuele Gabbanini, Claudia Giancola, Elia Gonella, Luca Magnante, Daniele Platania e Anna Volcan.
Aggiungiamo infine, che questo titolo lascia sicuramente un sapore agrodolce in bocca: da un lato si è felici perché dei giovani talenti possono finalmente esprimersi e dall’altro si vorrebbe aiutare il protagonista a non perdersi, non lasciare andare la cosiddetta “retta via”
Mai smarrirsi, perdersi nelle frivolezze è un attimo, la vita e gli affetti dovrebbero essere in cima alle nostre priorità e necessità.

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