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La tettonica delle placche: la recensione

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La tettonica delle placche è il libro con cui Bao Publishing ha portato sulla scena editoriale italiana Margaux Motin, autrice francese appartenente a quella schiera di blogger che, alcuni anni fa, hanno cominciato a spopolare sul web, raccontando spesso in modo pungente e ironico stralci di vita quotidiana.

La tettonica delle placche, pubblicato nel marzo 2020, è la raccolta più famosa delle illustrazioni che Motin ha realizzato sul suo blog, con le quali ci introduce alla sua vita di mamma single, ormai trentacinquenne, alle prese con la fine di una relazione. Tanti piccoli aneddoti che fanno spesso sorridere, grazie al tono irriverente e ironico che la protagonista usa per parlare di sé, ma che, al tempo stesso, non mancano di mettere l’accento sui problemi con cui una persona nelle sue condizioni è costretta spesso a confrontarsi: dal lavoro come freelance in cui non esistono più orari prestabiliti, a una figlia piccola da accudire e affiancare, delimitandone però lo spazio nella propria vita, fino ai problemi apparentemente più “frivoli” ma che, nell’universo in cui la protagonista vive, si sommano a tutti gli altri, formando una mole indistinta di piccole o grandi difficoltà quotidiane.

 

 

Siamo di fronte a una sorta di diario, nel quale l’autrice non usa mezzi toni né sembra preoccuparsi di addolcire la pillola a un eventuale lettore: anzi, l’impressione che si ha è proprio che Motin si voglia presentare nuda e cruda, con i suoi pregi e i suoi – a volte neanche così piccoli – difetti. Tuttavia, forse proprio perché si tratta di piccoli aneddoti della durata di poche tavole, manca qualsiasi parvenza di profondità in ciascun episodio, facendo dissolvere la speranza che si possa nascondere un insegnamento di qualche tipo tra queste pagine. Al contrario, talvolta si ha addirittura l’impressione che la narrazione rafforzi – senza volerlo – alcuni degli stereotipi più diffusi sulle donne, suscitando un po’ di perplessità nel lettore.

A un primo acchito, infatti, La tettonica delle placche potrebbe apparire come un fumetto femminista, nato da quella frangia del fumetto francese online che prende il nome di “BD girly” e di cui fa parte anche Pénélope Bagieu (autrice di Indomite 1 e 2, portato in Italia sempre da Bao Publising); ciononostante, si ha più che altro l’impressione che il fumetto di Motin scada in un femminismo dai contorni più sfocati, in cui è evidente che l’obiettivo principale – perfettamente riuscito – è quello di offrire una lettura leggera, piacevole e divertente, senza appesantire la narrazione.

 

 

A tutto questo contribuisce una componente grafica degna di nota, attraverso la quale l’autrice è perfettamente in grado di restituire le emozioni e le sensazioni vissute dai personaggi, soprattutto grazie alla resa delle espressioni dei volti, a tratti buffe, divertenti, severe e commosse.

L’uso dei colori, poi, non fa che impreziosire il lavoro artistico di Motin, giocando con tinte vivaci e accostamenti arditi, che risaltano ancora di più grazie allo sfondo, sempre bianco.
Manca completamente, poi, il riquadro delle vignette, che rende quindi la transizione da una scena all’altra ancora più fluida, rafforzando quel senso di leggerezza e di genuinità che attraversa tutte le pagine.

Le tettonica delle placche è una lettura che vi strapperà un sorriso, offrendovi pillole di vita quotidiana nelle quali tutti noi ci siamo trovati almeno una volta, e regalandovi la possibilità di riderne a cuor leggero.

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