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James Bond – Live and let die: la recensione

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Vivi e lascia vivere (in inglese Live and let die) è il secondo romanzo di Ian Fleming della serie dedicata a James Bond, da cui è stato tratto non solo l’omonimo celebre film , ma anche il graphic novel  James Bond – Live and let die, pubblicato da Dynamite a settembre 2019. Alla sua realizzazione hanno partecipato Van Jensen per la sceneggiatura e Kewber Baal per le illustrazioni.

Nelle 168 tavole che compongono questo graphic novel, James Bond si trova catapultato a New York, affiancato dall’agente della CIA Felix Leiter – personaggio amato dai fan della serie –, dove deve dapprima indagare su Mr. Big, sospettato di essere un’ex spia sovietica. In seguito, Bond si trova costretto ad affrontarlo, cedendo al fascino della cartomante Solitaire, futura sposa di Big, che vive nello sconforto e nella tristezza più totali e che, proprio per questo, cerca l’aiuto di Bond per poter fuggire dall’uomo che la tiene ancorata a sé.

Dopo essere approdato in Giamaica, non senza difficoltà, la situazione per James Bond non si è ancora risolta, e soltanto alla fine tutti i nodi della narrazione vengono sciolti, regalando una lettura particolarmente intensa, che esercita una forza magnetica alla quale è difficile resistere.

Per gli amanti della serie, infatti, questa restituzione del secondo episodio sotto forma di graphic novel permette di ampliare il potere suggestivo che la penna di Ian Fleming era stata in grado di creare. Tutte le tavole sono densissime di azione ed è possibile percepire nettamente un costante slancio narrativo in avanti, che sprona – in modo del tutto naturale – il lettore a proseguire nella lettura.

A suscitare questa sensazione contribuisce anche la componente grafica, il cui artefice, Kewber Baal, dimostra una certa maestria innanzitutto per quel che riguarda la resa dei personaggi e delle ambientazioni: i colori, estremamente brillanti, sembrano fluire naturalmente attraverso le pagine, creando giochi di luce e ombra che, soprattutto quando impiegati sui volti dei personaggi, ne restituiscono l’espressività e concorrono a creare un effetto di genuinità. Gli stessi colori, però, sono estremamente utili anche nel veicolare le forti emozioni – l’adrenalina, la suspense, la tensione – che permeano queste pagine, ricorrendo a tinte vivaci e dal forte impatto visivo.

 

Anche gli ambienti e i paesaggi sembrano attraversati dalla stessa forza suggestiva che domina 007 e l’intero graphic novel, rendendoli particolarmente degni di attenzione.

Dal punto di vista grafico, anche la composizione delle tavole, che richiama quella più tradizionale del fumetto americano, è un elemento importante, che permette di rendere il forte dinamismo di cui sono infarcite la maggior parte delle scene.

Inoltre, dal punto di vista della narrazione, sono numerose le didascalie che, riproponendo la voce del narratore eterodiegetico, riproducono più fedelmente la struttura del romanzo, che si arricchisce però della capacità espressiva che gli espedienti narrativi del graphic novel mettono a disposizione.

Nel complesso, tutti gli elementi che compongono questo graphic novel, dal punto di vista narrativo, grafico e contenutistico, lo rendono al pari del romanzo da cui è tratto e non lasceranno delusi i fan del più famoso agente segreto britannico.

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