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Dopo avervi parlato del primo numero di Sara oggi torniamo a parlare di un’altra delle novità firmata dal rivoluzionario TKO Studios, 7 Deadly Sins, la miniserie,scritta da Tze Chun, disegnata da Artyom Trakhanov con i colori della nostra Giulia Brusco.

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Un cambio totale rispetto alla seconda guerra mondiale di Ennis, qui ci troviamo nel Texas del 1967, dove fin da subito veniamo gettati nell’atmosfera western, con una banda di pellerossa – ma guidata da un bianco – che rapisce una donna, un bambino e un neonato, attirando l’attenzione di Padre Antonio.

7 Deadly Sins

Da questo incipit si sviluppa la serie, che abbandona questo momento iniziale per presentarci quelli che saranno i protagonisti, riunendoli tutti all’interno prima di una prigione, poi del carro blindato che dovrebbe condurre molti di loro alla sentenza di morte. Il racconto inizia piano piano a introdurci questi 7 personaggi ( proprio come i peccati capitali), un gruppo dove la tensione si può tagliare con il coltello e basta una parola per far esplodere il tutto in violenza.

Ad attendere il gruppo però non è la morte, ma un alternativa molto diversa, una sorta di percorso di redenzione per questi peccatori. Ovviamente trattandosi del primo numero della mini, lo scopo principale è quello di introdurci all’interno di questo mondo, limitando gli sviluppi e sfruttandoli per cercare di catturare l’attenzione del lettore. Esattamente come capitato con la prima lettura, abbiamo trovato ottima la scelta del punto esatto dove interrompere gli eventi, quasi televisiva.

7 Deadly Sins

7 Deadly Sins può vantare anche un buonissimo comparto grafico, che sembra puntare molto sull’espressività dei personaggi, valorizzandone i tratti con inquadrature strette che ne esaltino la potenza, cosi come sfruttando al massimo i cromatismi delle tavole.

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Il risultato è un west quasi Tarantiniano, inutile sottolineare come proprio quello che sembra essere il protagonista di questo primo numero sembri ricalcato sulla figura di Django. Una storia che non lesina sulla violenza e che sottolinea come TKO sia una realtà molto ambiziosa e coraggiosa.

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Marcello Portolan
Uno strano mix genetico sperimentale allevato a fumetti & fantascienza classica, plasmato dal mondo dell'informatica e della tecnologia, ma con la passione per la scrittura. Un ghiottone che adora esplorare il mondo in cerca di Serie TV e pellicole da guardare noncurante dei pericoli del Trash e dello splatter. un vero e proprio globetrotter del mondo NERD

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