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Marvel’s Captain Marvel Prelude: Captain Marvel è sempre stata il piano B?

Come spesso accade all’interno dell’universo del MCU, i preludi a fumetti delle pellicole Marvel rappresentano una fonte interessante dalla quale apprendere curiosità extra quello che accade nello sconfinato universo narrativo della casa delle idee

Non è da meno il primo numero del preludio alla pellicola Captain Marvel, recentemente uscito sugli scaffali degli Stati Uniti. Ovviamente si tratta sempre di piccoli dettagli, informazioni interessanti però non fondamentali per lo sviluppo della trama centrale, ma che ci offrono una sorta di visione di insieme.

Le pagine di Marvel’s Captain Marvel Prelude si concludono esattamente dove si conclude la storia di Infinity War, quasi a ribadire per l’ennesima volta come molto probabilmente l’arrivo del personaggio sia destinato ad essere una chiave per il prossimo film vendicativo- ancora senza nome ufficiale – terminando con la trasposizione a fumetti della scena post credit vista in sala, con quel cerca-persone intento a chiamare l’eroina.

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La storia segue però il tentativo di Nick Fury e di Maria Hill di far ricongiungere le due fazioni di eroi, capitanate da Tony e Steve, separate dalla guerra civile. Durante il colloqui con i due leader, gli agenti segreti tentano di fare leva sulla possibilità futura di un pericolo così grande da metterli nelle condizioni di dover nuovamente collaborare, una minaccia mai vista,

Quello che non sapevamo però è che Nick sembrerebbe aver da sempre pronto un piano B, una misura straordinaria da chiamare in causa nel caso le cose si facessero pericolose, va da se che quindi Captain Marvel è un opzione che Fury ha sempre avuto a disposizione, ma che per motivi misteriosi – che potrebbero essere narrati proprio nel film – ha sempre preferito tenere come extrema ratio.

Riguardo all’albo l’autore Will Corona Pilgrim ha rilasciato queste dichiarazioni :

Per me, la cosa importante era il pensiero latente che mi era rimasto in testa dopo aver visto quel simbolo in Avengers: Infinity War. Fu bellissimo vedere Nick Fury e Maria Hill fare la loro comparsa sullo schermo mentre guidavano valutando i danni degli attacchi a New York e al Wakanda compiuti dai figli di Thanos, ma volevo sapere cosa avessero fatto dopo gli eventi di Avengers: Age of Ultron e, ancora più importante, cosa fosse accaduto dopo quanto visto in Capitan America: Civil War.

Ho avuto la fortuna di incontrare Stephen McFeely (co-sceneggiatore di Capitan America: Civil War e Avengers: Infinity War) nella hall dei Marvel Studios, mentre stavo sviluppando il pitch di Captain Marvel Prelude, e dopo un breve ma molto esaustivo scambio di informazioni, mi ha aiutato a trovare il tono e l’approccio giusti relativamente a come Fury gestirebbe il litigio tra Steve Rogers e Tony Stark. Nello specifico, come una sorta di figura genitoriale per gli Avengers che avrebbe provato a riportare i suoi figli a comportarsi nel modo giusto per il bene della famiglia (e, in questo caso, del mondo intero).

[…] Mentre le organizzazioni nascono e muoiono, le relazioni possono essere costruite o distrutte. Fury (e, in qualche modo, anche la Hill) sa chi è, cosa rappresenta e cosa farà per proteggerlo – talvolta a ogni costo – e con le minacce persistenti sempre al livello di “mantieni il mondo al sicuro” è più che confortante poter credere in una persona come lui, che lavora dietro le quinte in modo consistente per essere pronto a quando i problemi si presentaranno.

[Parlando del coinvolgimento di Capitan America, Falcon e Vedova Nera] Si tratta del proseguimento della storia che ho potuto solo accennare brevemente su Avengers: Infinity War Prelude #1. A suo tempo ero emozionato all’idea di mostrare i personaggi con i loro costumi di Infinity War (i quali erano ancora segreti ai tempi del precedente preludio) e dalla possibilità di aggiungere altra azione che vedeva protagonista Falcon in tutta la sua potenza, utilizzando le ali come scudo antiproiettile (uno dei miei momenti preferiti tratti dalla sequenza d’apertura di Capitan America: Civil War).

Carol è l’arma più potente che si possa avere a disposizione e Fury è un tipo che non sprecherebbe mai un proiettile. Quindi, se è arrivato a fare quella telefonata, dopo tutto questo tempo e dopo tutto ciò che ha fronteggiato al fianco degli Avengers, la vede davvero come ultima risorsa possibile.

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Non ci rimane quindi che aspettare l’uscita in sala del film per vedere finalmente Captain Marvel fare il suo debutto ufficiale nel MCU e magari scoprire come mai Fury non ha mai chiamato in causa la potentissima eroina.

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