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4 nuvolette con Stefano Labbia – Autore di Super Madness 

Negli scorsi giorni qui sull’isola di ComixIsland.it vi abbiamo parlato del nuovo progetto di Stefano Labbia,  chiamato Super Madness 
Abbiamo anche avuto la possibilità esclusiva di fare qualche domanda all’autore, che ringraziamo per il tempo che ha voluto dedicarci.

Da dove nasce la tua passione per la scrittura ?

Da sempre, che io ricordi.
Da quando ovvero ho imparato a tenere in mano una penna.
Prima la mia creatività passava per i miei genitori che erano chiamati a scrivere per me mentre dettavo loro le avventure dei miei eroi e dei miei villains – ho sempre avuto una perdita fantasia e gran parte dei personaggi inventati all’epoca siano essi buoni o cattivi li ritroveremo nella saga di Super Santa di cui Super Madness ne è uno spin-off.

Il titolo sceglie deliberatamente la parola “follia”.
In un panorama di supereroi spesso seri e tormentati, quanto è importante per te l’elemento della follia — intesa come leggerezza, imprevedibilità, coraggio fuori dagli schemi?

Credo che si adatti perfettamente al personaggio che è si spensierato per via della sua giovane età, ma ha comunque una grande responsabilità che deriva da un potere innato, che ha scoperto in tenera età.

Abbiamo tutti insito in noi un pizzico di follia che spesso tentiamo con ogni mezzo, specialmente in fase adulta, di sopprimere.

Quella follia che non solo ci rende di nuovo “bambini” ma che spesso ci fa vedere il mondo con occhi diversi dandoci una scintilla per scegliere e cambiare la nostra vita.

Senza citare William Lamb, credo che il motto della nostra piccola mini vigilantes esprima al meglio le sue avventure, ribaltandone quasi il concetto: “Non importa quanto grande sia il tuo potere fai comunque una responsabilità.”.

Le illustrazioni e la copertina sono firmate da Raffaella Elia.
Come avete costruito insieme il look di Super Madness?
C’è stato un momento in cui hai visto i disegni e hai pensato “ecco, è lei, è esattamente così che la immaginavo”?

Raffaella ha curato personalmente Il design dell’intero progetto inclusa l’impaginazione interna e la copertina.

Le illustrazioni sono state realizzate prima utilizzando un protocollo AI etico e modificate singolarmente con perizia. Sono a tutti gli effetti delle illustrazioni originali.

Ecco anche perché abbiamo deciso di adottare stili diversi per ogni episodio.

Diciamo che questo primo volume esegue altri quindi avevamo già la rotta per quanto riguarda la nostra piccola mini eroina: mi riferisco ai progetti artistici umanitari che hanno visto coinvolti artisti tradizionali e artisti digitali così come autrici e scrittori per realizzare un artbook e una raccolta di racconti. In questi due casi specifici tutto è ricavato è andato a due associazioni senza scopo di lucro dedicate alla famiglia e l’infanzia.

Riguardo l’ultima domanda… Sì è avvenuto sicuramente quando lavoravamo con gli artisti tradizionali e digitali che hanno partecipato ai progetti artistici umanitari internazionali cui accennavo.

È incredibile! Non dovrei emozionarmi come un bambino ogni volta che una mia idea prende vita ma non ci posso fare niente… Vivo tutto questo come un grande paese dei balocchi, un grande dono. E lo rispetto mettendoci tutto me stesso.

 Descrivi Super Madness come una storia di resilienza e speranza adatta a ogni età.
È una sfida enorme: far funzionare lo stesso personaggio sia per un bambino di dieci anni che per un adulto.
Qual è il segreto narrativo che permette a Super Madness di attraversare quella frontiera?

 Avete colto nel segno! È veramente una sfida enorme soprattutto perché ho messo dei paletti che la nostra non supererà mai ovviamente:  dialoghi puliti ma accattivanti, nessuna scena “estrema” durante i combattimenti.

Ma soprattutto vista la natura positiva e l’età del personaggio ho deciso di far sì che la nostra, per una questione idealistica – nonostante Eve / Super Madness viva in un mondo difficile forse anche più del nostro… – non abusasse mai dei suoi poteri.

Non so se ci sia un segreto e soprattutto se ho già risposto a questa domanda ma credo che stabilire subito tutte le caratteristiche di un personaggio poi ne agevoli lo sviluppo, il Mood delle storie, i dialoghi ed ogni cosa ruoti attorno alla produzione dell’opera.

Hai scelto Amazon come editore e distributore per la versione cartacea.
È una scelta sempre più diffusa tra autori indipendenti, ma ancora guardata con scetticismo da una parte del mondo editoriale tradizionale.
 Come la difendi, e cosa ti ha convinto che fosse la strada giusta per questo progetto?

Ci troviamo davvero in un limbo strano in cui alcuni tra gli addetti ai lavori restano seduti sulla riva a guardare… Poi scopri che alcuni il self per alcuni è una vetrina importante tanto da diventare casi editoriali e il mare prestigiosi contratti con agenzia letterarie. Senza contare che uno stand self è presente in quasi tutte le principali fiere del settore.

Sono anni ormai che ho fatto questa scelta e onestamente sinora non mi sono pentito.

Ho libertà creativa che altrimenti non sarebbe possibile. Posso scegliere di non pubblicare durante i mesi estivi che sono da sempre “difficili” per un autore italiano.

Mantengo comunque il copyright della storia e dei personaggi che posso declinare in altri modi. Nello specifico caso di Super Madness, i due  progetti artistici umanitari di cui abbiamo parlato non avrebbero di certo potuto vedere luce se avessi pubblicato l’opera principale con un editore, piccolo medio o grande che fosse…

Questo è il volume #1: cosa possiamo aspettarci nei prossimi capitoli? E, senza spoiler, c’è già un momento della storia di Mindy/Eve che non vedi l’ora che i lettori scoprano?

Diciamo che ho personalmente grandi progetti per il personaggio che come avete anche voi notato si spende davvero in maniera eccelsa se parliamo di transmedialità.

Una piccola casa di produzione dedica all’animazione subito dopo l’uscita di uno dei volumi mi contattò perché voleva realizzare una stagione animata con un target 12-16. Per non parlare delle action figures, giochi da tavolo, giochi di carte, lungometraggi etc.

Al netto di tutto ho scritto molti episodi e in parte li ho già sceneggiati. Non aspettano altro che di essere prodotti

E poi c’è la serie madre da cui tutto è partito Super Santa. Nella prima fase vi sono 32 personaggi le cui esistenze si intrecciano dando vita ha un vero e proprio mosaico di eventi che culminerà con… un enorme colpo di scena.

Qualcosa che probabilmente nessuno si aspetta. Ma è presto per parlarne anche perché non voglio dire di aver sviluppato 32 spin off ma tra di loro ci sono veramente personaggi molto interessanti come ad esempio The Night Warrior, Quickly, Athena, Kremisi, The Troublemaker… che meritano si immoramente di essere approfonditi.

Una cosa che forse differenzia l’epopea di Super Santa dalle altre è che… non esistono modi per tornare indietro. Chi viene “sconfitto”… non può tornare indietro. Non può “rinascere” / rivivere.

Ogni azione ha una conseguenza. Questo rende tutto molto più “vero” e visto che anche i personaggi ne sono “coscienti” dona un significato potente  ad ogni loro azione.

 

Ringraziamo nuovamente Stefano per la grandissima diponibilità e gli auguriamo il meglio per Super Madness e tutti i meravigliosi progetti che ha detto di avere in cantiere

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