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Diecimila piume nere: La recensione

Cari isolani oggi sull’isola di ComixIsland.it torniamo a parlarvi dell’universo narrativo horror nato dalla mente di Jeff Lemire e Andrea Sorrentino: il Mito del frutteto di ossa, edito per noi in Italia da BAO Publishing.

Dopo la brevissima intro del FCBD e il volume Il Passaggio, proseguiamo il mostro percorso all’interno di questo mondo decisamente particolare, che vi ricordiamo essere fatto da diversi progetti slegati tra loro, ma uniti in qualche modo da questo macroverso dell’orrore

Diecimila piume nere vede protagoniste due amiche adolescenti, che creano un universo fantastico per un gioco di ruolo. Quando però la realtà che hanno inventato si sovrappone a quella in cui vivono, una di loro scompare, e dieci anni dopo l’amica non ha ancora smesso di cercarla. Scoprirà che l’orrore dal quale crede di dover salvare la sua migliore amica è in realtà una trappola che nessuna delle due poteva evitare.

Diecimila piume nere si inserisce perfettamente nel mood che il team creativo vuole costruire in questo universo. Una storia horror che da una parte si inserisce nel solco di ciò che abbiamo già visto nei prodotti precedenti e dall’altro rimane leggibilissimo pur senza averne mai letto una pagina prima di questo nuovo mondo.

In questo graphic novel l’orrore di Lemire prende delle sfumature da racconto di formazione, raccontandoci la storia dell’amicizia tra le due protagoniste e del modo in cui hanno costruito per loro un mondo di fantasia (ma forse non troppo) dove essere libere, ma anche di come un amicizia possa cambiare forma lungo la strada della vita, quando le persone prendono rotte diverse, assecondando le diversità del proprio carattere e allontanandosi da quello che, fino a poco prima , era tutto il proprio mondo.

Sorrentino e Lemire fanno un ottimo lavoro nel costruire i diversi piani di questo Diecimila piume nere, che si muove non solo da passato e presente, ma anche attraverso le avventure delle ragazze nella loro terra di fantasia.. Il tutto disseminando tra le tavole quei piccoli punti, dettagli più o meno nascosti, che fanno da collante in questo macroverso narrativo.

Questa mescola Horror\ Fantasy funziona, lascia  sempre addosso il giusto tasso di inquietudine e di mistero, lavorando nell’oscurità e colpendo il lettore con le sue creature decisamente creepy e situazioni disturbanti . Sorrentino in questo è un arma micidiale, per un progetto come quello di Lemire la capacità dell’artista del creare tavole d’impatto evadendo ogni regola di costruzione, assemblando ogni vignetta nel modo che reputa migliore per arrivare a dritto al lettore, sorretto come sempre dall’altrettanto meraviglioso lavoro di Dave Stewart al colore . Il trio ormai è più che rodato e il risultato è ovviamente visibilissimo nelle opere in cui si ritrovano a lavorare insieme .

Il Mito del frutteto di ossa prosegue il suo percorso attraverso i regni del male, consolidando il suo status di ottimo progetto da seguire se si ama il genere horror

 

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