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Voglio il tuo cuore: La recensione

Oggi sull’isola del fumetto di ComixIsland.it si torna a parlare del nostro amico Giovanni dell’Oro aka JiokE che torna sugli scaffali con la sua terza opera: Voglio il tuo cuore, sempre edita da Edizioni BD

La periferia è un luogo di depositi, dove i resti di vite danneggiate si sedimentano tra le carcasse di palazzoni cadenti. In questo soffocante oceano di cemento armato, due vite disperate cercano di non affogare: Martina, studentessa delle scuole medie schiacciata da una famiglia disfunzionale, e Umberto, spacciatore trentenne che si arrabatta come può per sopravvivere. Il rapporto che nasce fra loro è un edificio pericolante, che oscilla in bilico fra innocenza e desiderio, morbosità e manipolazione, amore e disprezzo. Ciascuno dei due vede nell’altro un’opportunità di fuga dalla propria esistenza squallida e disperata, come se questo fosse davvero possibile. Ma quando sul corpo di lei iniziano a comparire dei lividi, qualcosa cambia in maniera definitiva e la loro storia degenera in un tragico finale di violenza e paranoia, verso la più scioccante dimostrazione di ciò che l’animale umano è in grado di fare per amore.

Nelle sue due precedenti opere JiokE si è messo in mostra come un autore estremamente interessante nel panorama del fumetto made in Italy, soprattutto per tutti gli amanti di un certo tipo di letture horror, che hanno apprezzato la capacità di Giovanni di addentrarsi nelle terre più oscure e disagianti.

La trama imbastita dall’autore funziona estremamente bene, asciutta e minimale, cruda al punto giusto disturbare i malcapitati lettori non “psicologicamente pronti” e funzionale a intrattenere quelli più sgamati con questo genere di trame da thriller\ horror. Ancora una volta infatti, la sceneggiatura di JiokE appoggia il suo punto cardine su un Plot twist ben piazzato all’interno della narrazione, un cambio di visione che come per  La casa dei pulcini per noi è risultato abbastanza prevedibile, ma che nonostante questo non ha rovinato la riuscita generale del volume.

Il tratto di Giovanni, come già sottolineato in passato, è adattissimo a mettere su carte queste storie cupe e disturbanti trasmettendone le sensazioni in maniera ruvida e diretta. Le sue sono linee che graffiano la tavola, frenetiche accompagnandoci in questo lento e costante incedere all’interno dell’ossessione e del degrado umano.

A voler trovare un difetto, molto soggettivo, avendo già di suo uno stile estetico molto peculiare e caratterizzante, sarebbe – secondo noi – il caso di continuare a ricercare la propria maturità completa nella scrittura, ci piacerebbe in futuro vederlo alle prese con una storia che possa muoversi sulle stesse vibes, ma che sfrutti espedienti diversi dal twist alla Shyamalan per sorprendere il lettore.

Con Voglio il tuo cuore JiokE continua il suo percorso d’affermazione all’interno del panorama nostrano, un percorso che non vediamo l’ora di vedere dove lo porterà e che qui sull’isola speriamo lo farà crescere e migliorare ancora.

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