Inutile girarci attorno, H.P. Lovecraft è un autore che con il suo stile narrativo continua ancora oggi a inquietare e ispirare autori e opere, che generazione dopo generazione guardano al suo universo immaginario per creare nuove storie .
Come nel caso di uno degli ultimi titoli di casa SaldaPress, Miskatonic, un noir contaminato dall’ horror di stampo Lovecraftiano scritto da Mark Sable e disegnato dal nostrano Giorgio Pontrelli.
Antiche divinità dai nomi impronunciabili; un dottore rianimatore di morti; una casa infestata da ratti che si annidano nei muri; una cittadina, Innsmouth, dove ogni abitante ha il viso deformato da una caratteristica maschera. Nella Miskatonic Valley, il mistero e l’orrore si nascondono in ogni angolo. Per investigare su una serie di attentati terroristici ai danni delle famiglie più in vista della zona, J. Edgar Hoover invia uno dei suoi detective, Miranda Keller. Presto, la giovane agente speciale, accompagnata dall’ex poliziotto del lovecraftiano L’orrore a Red Hook, svelerà segreti terribili e inconfessati e dovrà affrontare l’apocalisse annunciata e invocata dalla setta che domina la zona.
L’autore americano nelle sue storie non ha mai avuto una protagonista femminile, lacuna che in un certo senso viene colmata da Sable nel suo graphic novel. Una storia ispirata al racconto La maschera di Innsmouth e che vede protagonista una donna – Miranda Keller – che prende corpo dalle reali collaboratrici di Hoover in quello che è stato il progenitore del moderno FBI americano. Uno sola delle tante piccole dimostrazioni di quanto l’autore abbia studiato per realizzare al meglio questa opera, che trovano maggiore sfogo nella lunga coda editoriale dove capitolo per capitolo ci vengono fatte notare le moltissime citazioni al mondo dell’autore letterario e alle sue opere.
Un vero e proprio tripudio di citazioni e camei che soddisferanno gli amanti del mito di Lovecraft e che ci hanno richiamato alla mente – con le dovute differenze- Providence di Alan Moore.
Pontrelli realizza una prova solida, ma a nostro parere si dimostra molto più a suo agio quando si tratta di disegnare figure umane, mentre quando sulla tavola compaiono le creature, il suo tratto per noi si è dimostrato troppo poco “inquietante”.
Qualche capitolo extra per dare maggiore spazio alla narrazione sarebbe sicuramente stato utile, ma a conti fatti Miskatonic è un volume ben realizzato e sicuramente si farà apprezzare dagli amanti di H.P

