Oggi qui su Comixisiland.it parliamo di Sentient, un volume uscito per la casa editrice USA TKO Studios e portato da noi in Italia da Panini Comics.
Una miniserie sci-fi scritta dal sempre poliedrico autore Jeff Lemire, qui accompagnato da Gabriel Walta. Una storia che almeno come spunti inziali non brilla per originalità, siamo in un futuro non meglio precisato dove la Terra ha i decenni contati e quindi si è deciso di iniziare a colonizzare lo spazio, ma tra madre terra e queste colonie extramondo di sono un po’ di attriti non meglio precisati ed esiste un movimento separatista. Questi terroristi colpiranno inaspettatamente l’equipaggio adulto della nave USS Montgomery, lasciando all’IA Valerie il compito di crescere i bambini sopravvissuti e permettere loro di portare a termine il viaggio, diventano una madre sintetica.
I bambini diventano quindi una sorta di famiglia atipica, che con meno superpoteri e anni sulle spalle può per certi versi ricordarci quella creata da Lemire stesso in altre opere come Black Hammer. Sicuramente è interessante come Val diventi tavola dopo tavola sempre meno I.A e sempre più vera e propria figura genitoriale, con quell’ansia che caratterizza le madri quando vedono i propri piccoli crescere e iniziare a sperimentare i pericoli che abitano il mondo, uscendo un po’ dalla confort zone creata da loro.
Se da una parte possiamo tranquillamente dire che Sentient non ha alcun interesse nell’andare oltre un abbozzo di worldbuilding, dall’altra possiamo vedere ancora una volta Jeff sia abile a costruire la sua storia partendo da spunti quasi banali e mettendoci all’interno i giusti ingredienti per creare tensione ed emotività .
Ad aiutare la trama a trovare i giri giusto interviene anche lo stile di Walta, che mette ordine dando la giusta espressività ai personaggi e aggiungendo così uno strato ulteriore di forza quando la storia decide di colpire in maniera più dura .
Sicuramente nell’insieme Sentient non è quella che possiamo definire una lettura originalissima e Lemire qui non ci è sembrato al massimo della sua forma, ma tutto sommato è un volume gradevole e se vi piace la fantascienza un po’ “vintage” potrebbe essere una buona lettura.

