Negli scorsi mesi i lettori sono rimasti sorpresi dall’annuncio di un crossover fra i mondo di Bonelli e DC Comics, un contatto che sarebbe partito da due simboli delle rispettive case editrici come Batman e Dylan Dog.
Il debutto di questo incontro è avvenuto a Lucca 2019, con un primo albo che per l’occasione era disponibile in ben due versioni “heroes” e “villains”.
Ovviamente quello che abbiamo letto non è che piccolo assaggio, un numero introduttivo che serve a preparare il terreno e iniziare a mettere in mostra i suoi protagonisti e introdurli uno nel mondo dell’altro .
Proprio su questo punto possiamo trovare una scelta interessante, quella di mostrare Batman e Dylan come personaggi che abitano lo stesso mondo, non trascinandoli uno nell’universo dell’altro o similari, ma in maniera semplice e fluide Questo primo episodio però è più orientato al mondo dei villain, Joker e Xabaras, l’attesissimo incontro fra l’eroe di Gotham e l’indagatore dell’incubo è ancora distante dall’essere letto,
La storia scritta da Roberto Recchioni e disegnata da Werhter Dell’Edera e Gigi Cavenago funziona a meraviglia, scorre rapidissima, cattura l’attenzione del lettore – che esso sia di provenienza DC o Bonelli – e lo invoglia a continuare a seguire questo crossover.
Ovviamente la curiosità dei lettori era tutta rivolta al mondo di Batman, distante dal classico stile dei prodotti della casa editrice italiana, a prendere la scena troviamo Joker, che in mano al team nostrano si avvicina all’iconica versione brutale e psicopatica che Alan Moore ha tracciato con il suo The Killing Joke. Imponente e oscura invece la figura del crociato incappuciato di Gotham pensata per questo primo albo, sicuramente destinata a mettersi in mostra maggiormente con il proseguire della storia
Batman/Dylan Dog – Relazioni pericolose ci invoglia con un primo assaggio, un antipasto, lasciandoci curiosi di scoprire se anche le portate successive, quelle dove si vedrà il vero valore del progetto, riescano a mantenere le premesse buone fin qui mostrate.
Si dice che chi ben comincia è a metà dell’opera, noi lo speriamo.

