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Paper Girls – La recensione

Paper girls
Negli ultimi anni il mondo sembra aver in qualche modo essersi fatto prendere da una nostalgica febbre per gli anni’80, una wave creativa che ha attraversato diversi media traendo forza dal consenso popolare di prodotti come Stranger Things.
Il mondo del fumetto non è certamente immune da questa onda e Paper Girls è esattamente la dimostrazione di questo, con l’autore di Saga – Brian K. Vaughan – alle prese con una trama che omaggia quegli anni, senza però perdere una sua identità precisa, accompagnato dai disegni di Cliff ChiangLa storia parte dal 1988, dall’incontro fra Erin TiengMac, KJ e Tiffany nelle strade di Stony Stream, dove Erin sta iniziando la sua “carriera” da consegna giornali. Da li a poche ore le 4 giovanissime si ritroveranno al centro di una guerra fra passato e futuro, vagheranno nello spazio tempo affrontando assieme una super avventura.  Questo solo per accennarvi quello che è contenuto nei 6 volumi usciti originariamente per Image e giunti in italia da Bao Publishing
L’idea di fondo di Paper Girls è ottima, ma la sua realizzazione non è perfetta anzi soffre di qualche inconveniente. Uno di questi è sicuramente legato al modo in cui il tutto viene sviluppato, nonostante la miriade di stranezze – fra dinosauri e mecha giganti – non siamo mai riusciti ad entrare in empatia con nessuna delle 4 protagoniste, la storia prende infatti velocità fin dalle prime pagine, accelera come una palla di neve in discesa , ma dimentica di strutturare i suoi personaggi, lasciandoli forse un po’ troppo indietro.

Bellissima la scelta di caratterizzare le diverse fazioni in gioco con un linguaggio differente, che riflette nei balloon il loro essere contemporanei, anziani o teen.

Tralasciando questo punto Paper Girls ha anche molti aspetti positivi, Brian dimostra tutto il suo amore per i viaggi nel tempo e il genere sci-fi sfruttando molto bene il materiale messo in scena.  Le giovanissime Erin TiengMac, KJ e Tiffany andranno in svariati tempi, si confronteranno con loro stesse e con ciò che diventeranno nel futuro, un’immagine che non sempre rispecchia ciò che le ragazze si erano prefissate.

Cliff Chang e Matt Wilson – al comparto grafico – fanno un lavoro magnifico, Le tavole del primo sono sempre calate alla perfezione nel tempo dove le scene si ambientano e la palette scelta da Matt sembra dare una sfumatura ulteriore al quando temporale, più legata alla sfera emotiva della storia.

Paper Girls è una lettura ben oltre la media, con un’estetica ottima e una narrazione leggermente zoppa in alcuni punti, ma che corre velocissima sotto gli occhi del lettore, se amate il fumetto di fantascienza e le atmosfere dal sapore anni’80 è una lettura consigliata.

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